Il Vermentino dei Colli di Luni era in passato ( diciamo fino a 20-25 anni fa) un vino che aveva preso il peggio delle due regioni dove veniva e viene coltivato: dalla mia terra aveva preso la parte negativa dell’ironia e dell’autoironia toscana, cioè il non prendersi mai sul serio, mentre della Liguria metteva in mostra lo spirito sparagnino, che guardava al guadagno immediato e quindi ad una vendita estiva per turisti non certo grandi intenditori di vino ma che svolgevano bene il compito di svuotare le piccole cantine.
Piano piano le cose sono cambiate e anche se oggi riuscire a raccogliere i vini per gli assaggi è sempre un’impresa il mondo dei produttori del Vermentino dei Colli di Luni è molto cambiato e mette in mostra situazioni che venti anni fa erano impensabili.
Una su tutte va citata perché è stata veramente d’esempio per tutti ed è la struttura che la famiglia Bosoni ha creato sull’Aurelia a metà strada tra Carrara e la Spezia: un posto dove si trova un’incredibile selezione di prodotti gastronomici di qualità, dove naturalmente si possono assaggiare tutti i vini dell’azienda, che in qualche momento dell’anno diventa anche un luogo per la cultura ospitando mostre e eventi e dove da poco si può anche mangiare (bene!) spendendo cifre molto ragionevoli.

Luoghi del genere ce ne sono pochi in Italia e nei primi tempi vederne uno nel cuore dei Colli di Luni deve essere stato come assistere all’arrivo di un’astronave marziana. Oggi quell’astronave è una macchina da guerra e questo ha sicuramente stimolato altri produttori a muoversi in direzione del mondo del vino di qualità.
I risultati si vedono nei vini, sicuramente migliorati rispetto al passato anche recente e che provano anche a spingersi oltre il “compitino” del vino bianco da turisti, sfruttando meglio le potenzialità del territorio e del vermentino. Non si parla ancora una lingua comune, specie dal punto di vista aromatico, ma sicuramente i vini che abbiamo degustato puntano alla complessità e non alla semplicità. Non tutti ci arrivano e le strade seguite sono diverse (anche l’uso del legno che deve essere compreso appieno) ma l’obiettivo è abbastanza chiaro.
Ripetiamo che non tutti sono di alto profilo ma praticamente la totalità punta a superare quella semplicità che era uno dei punti fissi del passato. Comunque quasi il 74% dei vini degustati ha raggiunto e superato i nostri fatidici 80 punti (lo ripetiamo sempre, per noi non sono pochi!) e questo è un bel segnale per il territorio, che si merita anche un Vino Top.
Insomma, il Vermentino dei Colli di Luni sta crescendo, prendendo coscienza delle sue potenzialità: lentamente, ma lo sta facendo.