Vinzelles, pur essendo piccolissimo al confronto con le altre tre AOC del Maconnais (Pouilly-Fuissé e St. Véran, superano entrambi i 700 ha. di superficie, e Viré-Clessé raggiunge quasi i 450) copre un’area vitata di poco meno del doppio di quella del Puilly-Loché: 52 ha., di cui 22.71 distribuiti tra i suoi tre climat “promossi” col decreto del 2024, Les Quarts, il più grande, 12.45 ha., Les Longeays, 7.50 ha. e il più minuscolo, situato quasi in continuità con Les Mûres di Loché, Les Pétaux, 2.76 ha.

Cominciando da quest’ultimo, il più a nord dei tre, Les Pétaux è uniformemente esposto a sud. Le vigne sono protette dai venti da un’area boscosa e un costone collinare degradante dal vicino Château de Vinzelles. I suoli sono praticamente divisi in due zone: quella più in alto è del tutto simile al terroir di Les Mûres, mentre l’area in basso ha maggiore profondità e con una maggiore presenza di argille brune. Dà vini generalmente meno potenti di quelli di Les Quarts, ma di buona finezza e molto gastronomici. Contiguo a Les Pétaux vi sarebbe un altro lieu-dit, Les Buchardières, che ha un profilo di suolo (argilloso-ciottoloso poggiato su calcari duri a entroques) del tutto ad esso simile, ma che non rientra tra i nuovi Premier cru per la mancanza di produttori che lo menzionino in etichetta.
Per la verità, a detta di Olivier Giroux, titolare del Clos des Rocs e produttore di punta a Pouilly-Loché, vi sarebbe una parcella, su un pendio orientato a est, proprio di fronte allo Château de Vinzelles che avrebbe titolo al riconoscimento come Premier cru, ma che è rimasto fuori in quanto i proprietari avevano registrato dieci anni prima il lieu-dit Château de Vinzelles e non avevano voluto rinunciarvi. Oltre allo Château de Vinzelles, che ne è il maggior proprietario, sono pochi a imbottigliare Les Pétaux come singolo cru. Tra questi i Domaine Charles Noëllat, Edgard Regnault e Patrick Clerget, che non sono riuscito ad assaggiare.
Nell’area centrale della denominazione è Les Quarts, il più grande e il più prestigioso dei Premier cru di Pouilly-Vinzelles. Situato nella zona est della denominazione, confina con l’ultimo Premier cru, Les Longeays, che si trova immediatamente a sud, al confine con Chaintré. Nonostante la sua relativa grandezza, è un climat abbastanza omogeneo, caratterizzato da pendenze più marcate, da un’esposizione netta ad est, con un suolo nel quale predominano le argille brune, meno profondo nella parte alta (circa 40 cm.) aumentando fino a due-tre metri nella parte più bassa.

Oltre al Domaine de la Soufrandière, insediata a Vinzelles e azienda di riferimento in questo territorio, che comprende nella sua gamma alcune splendide cuvée di Les Quarts (come la cuvée Zen senza solfiti e la mitica cuvée millérandée), tra la quindicina circa di cantine che producono vini nell’AOC, non mancano altre apprezzabili versioni di questo climat, come quelle del Domaine Trenel e del Domaine Laurent Cognard.
Les Longeays , il più a sud della denominazione, completa la triade dei Premiers crus del Pouilly-Vinzelles. In continuità con la parte meridionale de Les Quarts, si colloca in mezzo agli altri due lieu-dit del lato sud della denominazione: Château de Vinzelles a ovest e Les Préaux (riportato anche come Les Bois Préaux) sul lato opposto, entrambi di minore interesse. Les Longeays comprende una stretta fascia superiore nord-sud abbastanza piatta, calcarea e ciottolosa e una inferiore, caratterizzata da una maggiore pendenza più argillosa, come quella di Les Quarts. I vini di questo climat hanno minor forza e volume di quelli del vicino Les Quarts, ma hanno una eleganza e leggiadria che li rende affascinanti: generalmente più aperti, floreali, sono molto eleganti. Il Domaine de la Soufrandière ne propone quella che è probabilmente la migliore espressione, anche se ve ne sono altre di ottimo livello, come quelle del già citato Domaine Thibert, del piccolo Domaine Sophie Cinier (per quanto non rivendicato in etichetta) di Fuissé e del Domaine Mathias di Chaintré.
Se sia il Les Quarts che la sua particolarissima versione millérandeé (da una piccola parcella di mezzo ettaro a 250 metri caratterizzata dal fenomeno del millerandage, con acini più piccoli e molto concentrati da cui viene un vino ancora più potente de Les Quarts con minore zucchero residuo) sono comunque eccellenti, anche in un’annata non semplice come la 2023 -l’ultima prima dell’ottenimento del nuovo classement come Premier cru-, complicata dalla pressione della peronospora e dell’oidio, mi ha molto colpito la cuvée di Les Longeays.
Coup de coeur: Pouilly-Vinzelles Les Longeays Domaine La Soufrandière 2023
Proveniente da una parcella di 0.58 ha. di una quarantina d’anni con esposizione est-sud est e con una forte pendenza (20%), caratterizzata da un suolo argilloso-calcareo ricco di ossido di ferro su uno strato Bajociano, è un bianco, se mi si permette l’espressione, “radioso”, di una solarità più leggiadra di quella del vicino Les Quarts. Più aperto, al naso frutta bianca e toni leggermente mielati, sul palato è intenso, di grande finezza minerale, quasi setoso, assai lungo. Già ottimo ha un potenziale di 5-6 anni, quando raggiungerà il suo apogeo.
Il costo medio delle cuvée menzionate presso i principali vendors su Internet oscilla tra i 45 e i 50 euro.