Alba Rossa: il bicchiere giusto anche a pranzo1 min read

La sana abitudine di bere un buon bicchiere di vino a pranzo nelle città sta lentamente scomparendo. Basta frequentare uno dei tanti locali che offrono i cosiddetti “pranzi di lavoro” per rendersene conto. Il “mordi e fuggi” d’altronde è sport moderno che tiene conto dei caotici  ritmi cittadini e adeguarvisi è spesso inevitabile per sopravvivere.

Sacche di resistenza enoica  tuttavia è possibile incontrarle  nella provincia, dove il pranzo ha ancora una sua valenza sociale e i ritmi di lavoro permettono di non perdere la tradizionale  consuetudine del bicchier di vino ai pasti.  Il  Salice Salentino Alba Rossa che nasce dagli assolati vigneti coltivati ad alberello, è uno di quei vini che potete bere  quando ne avete voglia, con tranquillità,  senza compromettere  il vostro palato e le vostre tasche, con la quotidianità che vi è consueta. Rosso rubino dal colore intenso e profondo, con profumi non particolarmente intensi ma decisi ed orientai verso  frutti neri  con venature di pepe e spezie. La bocca risulta piena, polposa, ben bilanciata con un finale che ricorda la liquirizia e  appaga senza indulgere a note dolciastre e “piacione”. Con i suoi 13° è quanto di meglio si possa chiedere  per accompagnare i nostri pasti quotidiani.

 

 

Alba Rossa 2008
Salice Salentino Rosso Doc
Az. Palamà
Tel.: 0836 542865
Uvaggio: Negroamaro+Malvasia
Prezzo: 5-7 €

Per gentile concessione del Corriere del Mezzogiorno

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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0 responses to “Alba Rossa: il bicchiere giusto anche a pranzo1 min read

  1. temo che il nome di fantasia collida col nome del vitigno piemontese albarossa.
    potrebbero forse insorgere disguidi in ordine all’etichettatura e all’uso del marchio, se qualcuno li facesse rilevare.
    escluso comunque che una qualsiasi autorità  sollevi il problema di suo, perchè da quelle parti il motto imperante è : mai lavorare prima del tempo…

  2. scrivendo “da quelle parti” intendo ovviamente “negli uffici preposti”, senza limitazioni geografiche…

  3. Che vuoi che sia se il nome confligge, c’è ben altro in Italia. Eppure nulla succede!!!

  4. Caro Maurizio,
    se cosଠfosse come la mettiamo col Nobile di Montepulciano, e l’uva Montepulciano d’abruzzo?
    Complimenti alla Vinicola Palamà , che è in continua ascesa su tutta la gamma dei suoi vini.

  5. non volevo sollevare polveroni, ma solo avvertire, visto che mi è capitato non una sola volta di dover assistere a querelle (con due elle) che hanno poi portato ad un cambio di nome in etichetta. se questo avviene dopo che il vino si è consolidato come marchio, crea problemi notevoli all’azienda.
    sul dilemma nobile di montepulciano e montepulciano d’abruzzo il problema esiste, non già  per la registrazione, visto che sono due nomi storici con solide radici, ma sul fronte dei mercati. Sapeste quanti clienti stranieri scelgono il più economico Montepulciano d’Abruzzo rispotto al Vino Nobile, pensando che sia lo stesso vino…

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