Manca un filo conduttore qualitativo che riassuma la provincia e dia un senso al futuro senza che questo venga visto come un continuo terno al lotto dei vitigni e dei vini su cui puntare.
Al contrario di quello che si crede l’annata in Trentino è stata sì mediamente molto più calda del normale, ma in certi periodi, giugno e settembre in particolare, anche più piovosa del normale.
Siamo abituati al Vino Santo con la Nosiola, vitigno autoctono prodotto soprattutto a Nord del Lago di Garda, ma questa versione secca degustata al Vinitaly ci ha affascinato.
Quando si parla di vino Trentino oramai si parla quasi esclusivamente di uve bianche, che coprono il 72.7% della superficie vitata, mentre le rosse si attestano al 27.3%. Quindi il trentino è oramai regione da bianchi e da bollicine. Una regione che ha praticamente lo stesso numero di ettari vitati (poco più di 10.000) di 40 anni fa, ma completamente diversi in quanto alle uve piantate
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