Stajano” da Alezio arriva un prodotto adatto anche al pesce1 min read

Alcuni pregiudizi sono duri a morire, certo non si può negare che il Salento sia stato storicamente noto soprattutto per “’olio Gallipoli chiaro, giallo lampante”  ma è storia passata. Oggi anche il Salento può vantare una generazione di imprenditori capaci ed intelligenti che si dedicano alla produzione di extravergine di qualità.

Alle cultivar tradizionali, Cellina e Ogliarola, si sono affiancate varietà come Leccino e Frantoio e le tradizionali raccolte per “casco”  sono state  sostituite da quelle meccanizzate o manuali, segnando così un nuovo passo per l’olivicoltura salentina.

Non da tutti e dappertutto, ovviamente, ma i segnali che arrivano da qualche anni sono veramente confortanti e soprattutto costanti.

 

La Tenuta Stajano in quel di Alezio a pochi chilometri dal Gallipoli, è azienda solida che vanta una plurisecolare tradizione familiare , sempre dedita alla produzione di prodotti di grande qualità come è facile riscontrare in questo extravergine ottenuto da olive Frantoio.

Giallo con riflessi verdolini con profumi eleganti e freschi di oliva appena franta. In bocca è delicato con pasta di buona viscosità e decisamente dolce. Il ritorno nel finale  è pieno e gradevolmente piccante. Olio di grande equilibrio, elegante e delicato soprattutto adatto ad una cucina di pesce.      

 

 

 

Olio extravergine Tenuta Stajano
Az. Tenuta Francesca Stajano
Tel.: 0833-281070
Varietà: frantoio
Prezzo: 8-9 € btg. da 0,500

 

 

 

Per gentile concessione del Corriere del Mezzogiorno

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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