Sciara, i vini dell’Etna di Stefan Yim8 min read

Una delle cose che riteniamo affascinanti nel mondo del vino è data dal fatto che, più spesso di quanto si creda, si incontrano aziende della quali non si era a conoscenza e che ci rimangono impresse sia per la filosofia aziendale che per la qualità e l’originalità dei vini prodotti.
Il caso più recente è stata la scoperta dell’azienda Sciara, di Stefan Yim, figlio di madre giapponese e di padre hongkonghese, Stefan ha trascorso buona parte della sua vita in California, nei dintorni di Los Angeles, dove ha iniziato a lavorare come sommelier ed ha poi deciso di mettersi a produrre vino, dapprima in California, comprando dell’uva nel 2008.
Non soddisfatto dei vini californiani Stefan, che preferisce vini meno strutturati e più freschi, dopo un paio d’anni si è trasferito in Francia, nel Madiran, situata nel Sud-Ovest della Francia, zona meno famosa di altre, dove ha fatto esperienza lavorando con vitigni quali Tannat, Gros Manseng e Petit Manseng.

Sempre alla ricerca di maggior freschezza e di originalità Stefan, innamoratosi dei vini provenienti da suoli vulcanici, dopo aver in primo momento pensato a Tenerife ha alla fine optato nel 2015 per l’Etna, zona nella quale era stato più volte durante il periodo in cui lavorava in Francia.

Abbiamo incontrato Stefan durante una degustazione tenutasi a Milano, condotta da Armando Castagno e organizzata dall’importatore e distributore Andrea Ordan, che gentilmente ci ha invitati.
Stefan ha spiegato che le ragioni della sua scelta sono state essenzialmente tre.

  1. L’altitudine, che fa sì che possa essere contrastato il problema del riscaldamento globale.
  2. I suoli vulcanici che permettono di produrre in modo naturale senza interventi massicci in cantina e che si evolvono, mantenendo freschezza e verticalità.
  3. Infine perché l’Etna è uno dei pochi posti in Europa dove si possono ancora trovare viti centenarie e pre-filosseriche a causa della natura dei suoli composti da ceneri, lapilli e piccole rocce vulcaniche.

In dieci anni Stefan è riuscito a mettere insieme circa 10 ettari di vigneti situati in nove diverse contrade, otto delle quali poste sul versante Nord del vulcano (il più densamente vitato) ed una sul versante Sud ad un’altitudine sinora impensabile, ovvero oltre i 1.500 metri sfruttando il fatto che questo versante è il più caldo e soleggiato.
Nei vigneti ha lasciato la varietà trovatevi, curandosi unicamente di ripristinarli, a parte il citato vigneto posto a 1500 metri, messo a dimora ex novo.

I suoi vini provengono da vigneti condotti in regime biologico (ha ottenuto la certificazione lo scorso anno), sono prodotti utilizzando un quantitativo minimo di solfiti, meno di 30 mg, aggiunti unicamente al momento dell’imbottigliamento.

Per quanto riguarda la parte enologica Stefan non segue un protocollo fisso ma si basa sulle caratteristiche dell’uva disponibile, cambiano ad esempio la durata delle macerazioni e l’utilizzo o meno di grappoli interi, fermentando sempre con lieviti indigeni in modo da esprimere al meglio l’annata.
Sostiene infatti che sta ancora imparando ed ogni anno acquisisce maggior esperienza.
Il suo scopo è quello di creare un vino “puro”, ovvero fine e rappresentante al massimo il territorio di provenienza, puntando molto sulla qualità dei profumi che ritiene essere la prima impressione che si ha di un vino, evitando di produrre “vini costruiti”.

I vini degustati:

Vino Bianco Ubriaco sulla Luna 2022
60% Carricante, 40% Catarratto, Minella Bianca e Garganega da viti allevate ad Alberello ed a Cordone speronato d’oltre 50 anni d’età provenienti dalle Contrade Carrana, Taccione e Monte Dolce poste su suoli composti da rocce e sabbie vulcaniche e situati tra i 720 ed i 1.000 metri d’altitudine.
Il nome del vino deriva dal fatto che durante il Covid, trovandosi solo, a volte Stefan esagerava un poco col vino nei vigneti.
La vendemmia s’effettua a fine settembre ed il vino, prodotto per la prima volta nel 2018, subisce una macerazione sulle bucce di 32 giorni e co-fermenta tramite lieviti indigeni in ceramica (Clayvers) e vetroresina dove s’affina per 19 mesi, inoltre l’80% delle uve vendono vinificate a grappolo intero.
Si tratta dell’unico vino bianco dell’azienda la cui produzione è stata di 1.550 bottiglie.

Color oro antico tendente al paglia intenso con leggeri riflessi ramati, leggerissima velatura.
Naso molto particolare e interessante, buona l’intensità olfattiva, molto profumato, nota alcolica che ricorda il sidro, la mela, e la scorza di cedro.
Asciutto, sapido, con buona vena acida, sentori di buccia di mela, accenni piccanti di zenzero, leggere note tanniche.
Un vino dalle caratteristiche organolettiche che potremmo definire uniche, non presenta infatti alcuna nota che lo rende simile od identificabile con la maggior parte dei vini macerati e degli Orange wines.

Etna Rosso Doc 760 metri 2021
90% Nerello mascalese e 10% Nerello cappuccio provenienti dalle contrade Taccione e Sciaranuova situate tra i 720 ed i 770 metri d’altitudine su suolo di natura vulcanica composto da rocce e sabbie, le viti hanno un’età variabile dai 15 ai 75 anni e sono allevate parte ad Alberello e parte a Cordone speronato.
La fermentazione avviene, come per tutti i vini aziendali tramite lieviti indigeni e l’affinamento del vino si svolge per 19 mesi in botticelle francesi di varie dimensioni ed in contenitori di vetro.
Si tratta dell’unico vino che riporta in etichetta la Doc Etna, le bottiglie prodotte sono state 4.170.

Color rubino di discreta intensità.
Buona l’intensità olfattiva, balsamico, frutta rossa, leggere note affumicate, buona eleganza.
Discretamente strutturato, molto fresco, sapido, frutta fresca, note minerali, bella trama tannica, lunga la persistenza. 

Terre Siciliane Igt 980 metri 2022
Nerello mascalese in purezza proveniente da vigneti di 45 – 80 anni d’età situati nelle contrade Carrana, Barbarbecchi e Monte Dolce, tra gli 840 ed i 1.000 metri d’altitudine, i suoli sono vulcanici composti da cenere, rocce e sabbia ed il sistema d’allevamento è ad Alberello.
Fermentazione spontanea ad affinamento per 10 mesi in vari contenitori, barriques francesi, ceramica e vetro.

Rubino luminoso.
Bel naso, di buona intensità, fresco, fruttato, elegante, leggeri accenni sulfurei.
Fresco, asciutto, verticale, leggera nota piccante, bella trama tannica e buona persistenza.
Vino dalla notevole qualità, prodotto in 3.100 bottiglie.

Vino Rosso Centenario Pre-Philloxera 2022
Prodotto con uve pre-filosseriche di oltre 100 anni d’età di Nerello mascalese provenienti dalla contrada Feudi di Mezzo posta a 630 metri d’altitudine, allevata ad Alberello su terrazze laviche rocciose.
Fermentazione spontanea ed affinamento in anfore e vasche di fibra di vetro.
896 le bottiglie prodotte.

Rubino luminoso di buona intensità.
Intenso al naso, molto profumato, presenta un bel frutto, nitido e pulito, leggeri accenni di fumo.
Di buona struttura, succoso, verticale, con bella vena acida e buona trama tannica, buona la persistenza.

Vino Rosso Sensazione di Lava 2022
60%Nerello mascalese e 40% Grenache provenienti dalla contrada Tartaraci situata a 920 metri d’altitudine su suolo composti da lava, sabbia e piccole rocce vulcaniche, il sitma d’allevamento è ad Alberello e le viti hanno un’età che varia dai 20 ad oltre 115 anni.
Fermentazione in vasche aperte con il 70% delle uve a grappolo intero, affinamento per 19 mesi in barriques francesi tostate.

Color rubino-granato di media intensità.
Bel naso, intenso, sentori di frutto rosso selvatico, erbe mediterranee, accenni di fumo.
Fresco ed asciutto, di media struttura, verticale, minerale, con bella trama tannica e lunga persistenza.
Un vino dal naso intrigante, prodotto in 1.000 esemplari.  

Terre Siciliane 1200 metri 2021
Prodotto con uve Grenache in purezza provenienti da un unico appezzamento di 0,6 ettari posto contrada Nave a 1.200 metri d’altitudine su suolo con cenere vulcanica e sabbia, le viti, allevate ad Alberello, hanno un’età di 70-120 anni.
Stefan trovò questo vigneto abbandonato e la ricerca del proprietario non fu affatto facile.
Dopo la fermentazione, avvenuta in cantina, il vino s’affina per 19 mesi in due anfore sepolte nel vigneto.

Color rubino di media intensità.
Bel naso, elegante, di buona intensità olfattiva, balsamico, mentolato, sentori d’erbe aromatiche.
Fresco, sapido, asciutto, verticale, balsamico, mentolato, con trama tannica importante ma ben integrata, lunga la sua persistenza.
Un vino dall’altissima qualità, il nostro preferito tra quelli degustati, la produzione è stata di 960 bottiglie.

Vino Rosso 1520 metri 2022
Questo vino viene prodotto dal vigneto a bacca rissa più alto d’Europa.
Situato in contrada Cielo, posta nella zona Sud dell’Etna, il vigneto, di 1,1 ettari è stato messo a dimora da Stefan con 4.550 viti nel 2020, durante il Covid ed è allevato ad Alberello su suolo composto da ceneri vulcaniche e lapilli,

Il vino, composto da 45% Pinot nero, 35% Grenache e 20% Pineau d’Aunis, raro vitigno quest’ultimo proveniente dalla Loira, dopo la fermentazione s’affina per 19 mesi in anfore e damigiane di vetro.
Alla sua seconda annata di produzione ne sono state prodotte 355 bottiglie.

Color granato non molto intenso.
Buona l’intensità olfattiva, fresco, balsamico, mentolato, leggermente piccante, pepato, sentori di scorza d’arancia amara.
Fresco, asciutto, verticale, di corpo un poco lieve (ricordiamo che il vigneto è stato messo a dimora nel 2020 e quindi si tratta della seconda annata di produzione), agrumato, agrumi amari.
Un vino decisamente particolare e molto interessante, già molto godibile, ma certamente da rivedersi quando le vigne avranno raggiunto la loro maturità.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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