Radici del Sud 2017, ovvero come racchiudere molte cose e degustare felici

La dodicesima edizione di Radici del Sud 2017 si è conclusa da pochi giorni.  Personalmente è stata  la mia prima volta e ne torno piacevolmente colpito e meravigliato.

Radici del Sud è un involucro complesso e molto ben congegnato, racchiude in se tutto ciò che il variegato mondo enoico richiede: press tour, B2B, banco d’assaggio per giornalisti e buyers, dibattiti, appuntamenti con il pubblico specializzato o appassionato.

Un evento molto ben curato anche dal punto di vista mediatico: le numerose email che ho ricevuto prima del viaggio mi hanno dato il senso di una macchina organizzativa ben rodata ed affidabile.

Nicola Campanile, inventore e patron della manifestazione, ha ben presente le esigenze e le condizioni operative in cui buyers e giornalisti devono potersi muovere al fine di poter svolgere al meglio il loro lavoro.

Punto di riferimento

Radici ha l’ambizione ben riposta di essere il punto di riferimento mediatico per le cantine del Mezzogiorno: Sicilia, Puglia, Calabria,  Molise, e Campania le regioni di appartenenza delle cantine che partecipano. Quest’ultime hanno la possibilità di partecipare o solo mandando i loro vini oppure intervenendo di persona nei B2B e nel pubblico banco d’assaggio finale.

L’inizio dell’evento è itinerante, la stampa viene invitata a partecipare ad un tour attraverso le cantine e i territori di una zona scelta tra quelle oggetto dell’evento; i buyers effettuano  delle sessioni B2B (quest’anno 150 cantine hanno partecipato) intervallate da escursioni in cantine. Dopo di che i due gruppi si riuniscono e inizia il concorso enologico:  due giorni di assaggi in commissioni divise tra stampa e buyers.

Ne esce una selezione di 70 vini d’eccellenza. Questi saranno a loro volta riassaggiati per Radici Wines Experience (27 novembre 2017), che premierà i migliori assoluti per l’edizione 2017.

Per non farsi mancare nulla Radici organizza anche una conferenza con un focus: quest’anno era la volta dell’analisi del mercato cinese , con strategie e tecniche di penetrazione.

L’evento culmina con due giorni di assaggi dedicati al pubblico, agli operatori ed una conferenza stampa dove vengono svelati i vini premiati dalle giurie.

l’evento si è tenuto a San Nicandro, dieci minuti da Bari, nelle sale del Castello Normanno Svevo della cittadina, una location tanto bella e suggestiva quanto funzionale, sia per le commissioni d’assaggio che per le aperture al pubblico.

I vini in assaggio.

Per sua vocazione  e perfettamente in linea con la  filosofia di questa testata, Radici promuove i vitigni autoctoni del sud:  ho cosi avuto la possibilità di assaggiare con soddisfazione ed in modo organico molte varietà di difficile reperibilità in altre zone d’Italia. Abbiamo assaggiato circa 150 campioni e posso testimoniare l’ottimo livello medio, con pochi vini impresentabili e una buona compattezza stilistica nelle varie batterie, ad eccezione dei rosati: nella numerosa batteria le differenze di vitigno e di zona di per se condizionavano già  abbondantemente un giudizio d’insieme, ma a questo si sono aggiunte le pesanti differenze cromatiche che hanno anche provocato una vivace discussione tra i membri di giuria: personalmente ritengo che molti dei rosati assaggiati assomigliano di più a vini rossi leggeri,  questa loro condizione potrebbe penalizzarli in un mercato che sempre più richiede ad un vino rosato sfumature delicate e doti di grandissima leggerezza in ogni suo comparto. Colpito dall’ottima prestazione dei vini a base Falanghina e la batteria dei Negroamaro aveva importanti punte d’eccellenza.

Sud e nord pare si unifichino nel vezzo tutto italiano del non partecipare da parte di molte cantine di riferimento, ma questo ha il vantaggio di far emergere ancora più nettamente piccole cantine outsider.

La selezione ufficiale potete leggerla qua (http://www.radicidelsud.it/news-eventi/13976/radici-del-sud-2017-a-sannicandro-svelati-i-70-vini-finalisti.html),

Considerazioni finali

Radici del Sud è un evento in continua evoluzione. Già il prossimo anno sarà diverso da questo,  sarà ancora più ricco, ma parlando dell’edizione 2017 ci sono un paio di peculiarità che rendono questo evento “diverso” da quelli a cui normalmente partecipo.

La possibilità di condividere luoghi e tempi con dei buyers arricchisce notevolmente la nostra esperienza; poter parlare con loro, capire cosa cercano, apprezzare le differenze delle varie necessità sui vari mercati mondiali contribuisce ancora di più ad avere visioni più complete di questo mondo complesso.

Hai anche la possibilità di compiere un’esperienza “totalizzante” in una zona ampia ma comunque specifica del nostro paese: passare  dalla vigna ai vini, parlare con tantissimi produttori fino a confrontarsi con il pubblico degli appassionati rende abbastanza singolare e decisamente molto interessante la manifestazione.

Radici centra il suo obiettivo di promuovere la conoscenza dei  vini del Sud, li rappresenta a 360° e per questo motivo è certamente un punto di riferimento importante nel panorama vinicolo nazionale.

 

Gianpaolo Giacomelli

È nato a Lerici, vive a Castelnuovo Magra ed è quindi uomo di confine tra Toscana e Liguria. Al momento della “scelta” ha deciso di seguire la passione per le cose buone invece del comodo lavoro dietro una scrivania. Così la “scelta” lo ha portato a Londra a frequentare i corsi per Master of Wine, finendo tempo e soldi prima di arrivare agli esami. A suo tempo ha aperto un winebar, poi un’enoteca e alla fine un circolo dove si susseguono serate enoiche. Fa scorribande enoiche assaggiando tutto quello che può, alla ricerca sempre di nuovi vini. Ha collaborato con varie guide vini primi di dedicarsi anima e corpo a Winesurf.


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