InvecchiatIGP: Brunello di Montalcino 2022, Fattoria dei Barbi1 min read

In questa rubrica non parleremo dei problemi geriatrici di qualcuno di noi (anche se sarebbe utile). Il nostro intento è quello di andare a scovare e raccontare i vini italiani “non giovanissimi”. Abbiamo pensato a questa dizione perché non parleremo quasi mai di quelli che vengono definiti “vini da grande invecchiamento” ma cercheremo sorprese, chicche, specie tra vini che nessuno si aspetterebbe.

Tempo fa ricevetti da Stefano Cinelli Colombini questa bottiglia di Brunello di Montalcino. Guardai l’annata e decisi subito di lasciarla da parte, perché la 2002 è stata forse, anche se da qualche anno ne vediamo di tutti i colori, la peggiore vendemmia di questo millennio.

Nel 2002 è piovuto tanto e ha fatto freddo, ma quando riesci a portare comunque qualcosa di buono in cantina il sangiovese ti ricompensa.

Il colore è un rubino con belle tonalità granate ma già al naso si capisce che 24 anni e una vendemmia difficilissima sono solo un ricordo coperto da sentori di tabacco, cuoio, note di sottobosco e addirittura ricordi di frutta rossa matura. In bocca siamo di fronte a un vino che difficilmente potrà nascere in questi anni caldi e difficili: tannini fini e vivi, pienezza gustativa ma anche e soprattutto eleganza e una lieve freschezza che rende il tutto piacevole e quasi incredibile.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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