Il bio Piantatella: quando la coratina si esprime con grazia1 min read

L’extravergine è ormai entrato nel consumo abituale di buona parte degli italiani e se ancora ci sono remore ingiustificate per l’uso nelle fritture  anche da parte di accreditati ristoratori) nei condimenti, in particolare di quelli a crudo, è ormai insostituibile.

Per nostra fortuna vivendo in regioni dove l’extravergine fa parte di radicate abitudine alimentari, essendo presente nell’alimentazione sin dall’infanzia, diventa assolutamente impensabile sostituirlo o peggio usare prodotti di dubbia qualità e provenienza. Resta però ancora difficile per il consumatore districarsi nella giungla degli oli che vengono offerti, anche a causa di una legislazione europea che ha privilegiato le grandi industrie anziché proteggere ed incoraggiare le produzioni di qualità, che per forza di cose non possono che essere piccole ed artigianali.

Rifacciamoci il palato con l’olio extravergine di oliva Piantatella dell’omonima Tenuta, che vede i suoi uliveti fruttificare sulle pendici della Murgia Tarantina laddove degrada verso il mare. Ottenuto da olive di varietà Coratina coltivate biologicamente l’olio mantiene tutte le spiccate caratteristiche della cultivar, ma in misura meno aggressiva di quella del nord barese. Ha colore giallo lievemente opaco, mentre all’olfatto presenta un frutto fresco di oliva appena invaiata con sentori finemente erbacei e di foglia. In bocca le sensazioni di amaro e piccante risultano ben equilibrate e piacevoli. Un olio molto versatile da usare sia su minestre estive che su fresche insalate.

 

 

Tenuta Piantatella

Olio extravergine di oliva

Az.: Tenuta Piantatella

Tel.: 099 4722963

Varietà: Coratina

Prezzo: 5 € (0,50 cl)

 

 

Per gentile concessione del Corriere del Mezzogiorno

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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