Dalle Cantine Menhir il Minutolo Salentino1 min read

Sembra che ne nessuno possa farne a meno, la nuova febbre del Minutolo, erroneamente chiamato Fiano, sembra colpire un po’ tutti. Molti produttori, non volendo rinunciare ad avere nei propri listini un bianco, si affidano ai tratti aromatici del Minutolo, lanciando nei fatti una nuova “moda” che nel giro di poco tempo ha contagiato un po’ tutti. E’ ancora presto per capire dove questo ci porterà. In anni passati in Puglia abbiamo già assistito ad assalti alla diligenza con conseguenze disastrose che hanno portato quei vini alla loro completa dequalificazione sul mercato e nei gusti dei consumatori. Tuttavia occorre prendere atto della nuova tendenza senza pregiudizi e da cronisti del vino segnalare le produzioni degne di nota. Alla nuova tendenza non si è sottratta neanche la cantina Menhir, sempre attenta agli umori del mercato, che presenta proprio in questi giorni il suo Pass-O, un Minutolo ottenuto da vendemmia tardiva dai tratti fini e delicati. Non c’è altro aggettivo se non quello di “leggiadro” per descrivere questo vino, so bene che il termine non è tecnico, ma è la definizione spontanea che mi è venuta degustando questo vino dal vetro bianco e dall’etichetta non convezionale. Profumi delicati non invadenti di rosa e frutta tropicale . In bocca si distende all’inizio dolcemente per cedere il passo ad una buona acidità che sorregge moderatamente tutto l’impianto gustativo non disgiunto dai 14° di alcol. Da bere molto fresco nelle calde serate estive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pass-O 2009

Salento IGT

Az. : Vini Menhir Salento

Tel. : 0836.818199

Uvaggio: Minutolo

Valutazione: Buono

 

 

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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