Presentare la quarta edizione di Morellino del Cuore all’Enoteca Pinchiorri è stata una dichiarazione d’intenti: il luogo scelto racconta simbolicamente dove il Morellino di Scansano vuole arrivare e quale ruolo ambisce ad avere nel panorama enologico italiano.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Morellino di Scansano e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, nasce con l’obiettivo di raccontare, attraverso una degustazione alla cieca, lo stato di salute e l’evoluzione di una delle denominazioni oggi più rappresentative della Toscana.
L’edizione 2026 ha coinvolto sei sommelier provenienti da alcuni dei più importanti ristoranti stellati italiani: Andrea De Luca (Enoteca Pinchiorri), Luca Bracali (Bracali), Federico Latta (Taverna Estia), Enrico Moschella (George Restaurant), Rudy Travagli (Enoteca La Torre) e Andrea Puliga (Ristorante IRIS).
A loro il compito di degustare i campioni rigorosamente alla cieca e selezionare i dieci Morellino del Cuore 2026, suddivisi nelle categorie Annata, Superiore, Riserva e Vecchia Annata, quest’ultima introdotta per confermare una delle caratteristiche più interessanti della denominazione: la capacità di evolvere nel tempo.
Un elemento significativo emerso dalla selezione è stata l’uniformità del giudizio espresso dalla commissione. Eccovi i risultati divisi trale tre tipologie della denbominazione (Annata, Superiore, Riserva) e una qarta dedicata ai Morellino d’antan.

I 10 Morellino del Cuore 2026
Annata
Tenuta Pietramora – Germile 2024
Cantina 8380 – 8380 2024
Doga delle Clavule – Morellino di Scansano 2024
Superiore
Roccapesta – Roccapesta 2023
Conte Guicciardini – I Massi 2023
Morisfarms – Morellino di Scansano 2023
Riserva
Cantina Vignaioli di Scansano – Roggiano Riserva 2022
Terenzi – Madrechiesa 2022
Val delle Rose – Poggio al Leone 2022
Vecchia Annata
La Fattoria di Magliano – Heba 2009
Tra le aziende selezionate figurano diversi nomi già protagonisti delle precedenti edizioni di Morellino del Cuore: Roccapesta, Val delle Rose, Terenzi, Cantina Vignaioli di Scansano e La Fattoria di Magliano. Una continuità che racconta come il percorso qualitativo della denominazione non sia affidato a episodi isolati, ma a un gruppo sempre più ampio di produttori consapevoli.

La qualità del Morellino di Scansano
Ma la qualità del Morellino per noi di Winesurf non è una scoperta! Durante il pranzo il presidente Bernardo Guicciardini Calamai mi ha ricordato come nostro direttore avesse spinto, ante litteram, l’autostima del Sangiovese maremmano.
Il Morellino ha infatti dovuto confrontarsi a lungo con un’immagine riduttiva: quella di un vino piacevole, territoriale e immediato, ma raramente associato a profondità, identità e capacità evolutiva.
Le degustazioni condotte negli anni dalla commissione della nostra Guida Vini hanno invece mostrato una realtà diversa. Annata dopo annata sono emerse bottiglie capaci di affrontare il tempo con equilibrio e personalità, dimostrando che il Morellino non è soltanto un vino da bere giovane, ma una denominazione capace di esprimere diverse chiavi interpretative.
La vera evoluzione del Morellino non è stata quindi quella di trasformarsi in qualcosa di diverso, bensì di prendere maggiore consapevolezza di ciò che il territorio gli conferisce naturalmente.
Oggi convive con due anime espressive: da una parte vini più immediati, freschi e dinamici, capaci di raccontare la vocazione conviviale della Maremma, con piccole percentuali vi vitigni che ne ammorbidiscono l’impatto al palato; dall’altra interpretazioni del Sangiovese in purezza, dove emerge profondità e tradizione.
La nascita della categoria Superiore si inserisce proprio in questo percorso: un riconoscimento formale di una consapevolezza nuova della denominazione.

Un progetto che racconta un’evoluzione
«Morellino del Cuore è diventato negli anni uno dei progetti più significativi promossi dal Consorzio per la valorizzazione della denominazione – ha ricordato il presidente Guicciardini Calamai – un momento di confronto, mai competitivo».
Il presidente ha sottolineato anche l’elevato livello qualitativo riscontrato dalla commissione e il significato della nuova categoria Superiore, definendola «un’importante novità che testimonia il percorso di crescita e di continua evoluzione della nostra denominazione».
Il valore del progetto sta proprio nella capacità di raccontare un cambiamento, non una rincorsa verso modelli esterni.
La scelta di Pinchiorri rafforza il messaggio
La presentazione all’Enoteca Pinchiorri appare tutt’altro che casuale. Portare Morellino del Cuore 2026 in uno dei simboli dell’alta ristorazione italiana significa inserire la denominazione in un contesto di prestigio e ribadire che il Morellino può dialogare con la grande cucina.
Il messaggio è chiaro: un vino nato da una forte vocazione territoriale può conquistare nuovi spazi senza perdere il proprio carattere, mantenendo quel rapporto diretto con il territorio e con il consumatore.
Qualità e accessibilità
Uno degli aspetti più interessanti del Morellino di Scansano è la capacità di coniugare crescita qualitativa e accessibilità.
In un panorama toscano dove alcune denominazioni hanno costruito il proprio prestigio anche attraverso posizionamenti economici elevati, il Morellino mantiene un rapporto ancora molto diretto con chi lo acquista e con chi lo propone in carta (a partire dai 10 euro si trovano gia bottiglie che meritano di uscire dallo scaffale anche per il winelover meticoloso).
È probabilmente questa una delle sue sfide future: ottenere un riconoscimento sempre più ampio nella critica e nella ristorazione senza perdere quella immediatezza che rappresenta un valore.
Nei dieci vini selezionati per Morellino del Cuore 2026 questa duplice identità emerge con chiarezza: ci sono interpretazioni moderne, floreali ed eleganti; vini più strutturati e profondi; e una Vecchia Annata, l’Heba 2009, capace di emozionare per integrità e ‘saggezza’ gustativa acquisita nel tempo.
Il Morellino del Cuore è per noi una conferma di un percorso che osserviamo da tempo con curiosità e anche un po’ di affetto.