Friuli Colli Orientali e Collio:  quando 1+1 fa… notizia!1 min read

La notizia è freschissima: il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio hanno firmato un accordo di reciproca promozione.

Per il mondo del vino friulano di alta qualità è un accordo importantissimo perché i due consorzi friulani più importanti per i bianchi di collina uniscono le loro forze per parlare al mondo.

La notizia mi fa particolarmente piacere perché conosco molto bene le due realtà e mi sono sempre domandato per quale motivo non riuscissero ad unire le forze. Forse ci volevano due presidenti giovani come Filippo Butussi e Luca Raccaro, forse ci voleva un momento difficile come questo per ragionare in maniera più adeguata ai tempi.

Del resto se andiamo a vedere le due DOC hanno territori contigui e vini che, pur con naturali diversità, hanno molti punti in comune: il primo sono i vitigni, il secondo il suolo, il terzo molti produttori che agiscono in entrambe le denominazioni. Ce ne metterei un quarto, forse il più importante: la grande qualità dei vini spesso poco riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Era quindi logica un’unione d’intenti: spesso le cose logiche non sono le più facili ma in questo caso ci sono riusciti. Bravi e aspetto con fiducia quanto riuscirete a fare assieme per voi e per il nome del vino friulano di qualità.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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