Résonance: l’unione tra Borgogna e Oregon1 min read

 Non so resistere a tante cose, tra queste c’è la tentazione di acquistare Pinot Nero. Uno degli ultimi è questo statunitense Résonance che  rappresenta la prima storica avventura fuori dalla Francia della Maison Borgognona Louis Jadot. Fondata nel 2013, l’azienda si avvale dell’esperienza del leggendario (prima di oggi manco sapevo esistesse) winemaker Jacques Lardière.

Il vigneto Résonance, situato nella AVA Yamhill-Carlton, è un gioiello di 20 acri piantato nel 1981 con viti di Pinot Noir non innestate. Il terroir è unico: terreni di origine sedimentaria marina (Willakenzie) che, uniti al clima fresco della Willamette Valley, conferiscono al vino una mineralità vibrante e una struttura setosa, tipica dello stile “Old World” trapiantato nel Nuovo Mondo. L’annata 2014, in particolare, è ricordata come una delle più equilibrate e armoniose della regione.

Si trova su vinatis a circa 70 euro. Non è poco ma per me li vale tutti.

Giovanni Solaroli

Ho iniziato ad interessarmi di vino 4 eoni fa, più per spirito di ribellione che per autentico interesse. A quei tempi, come in tutte le famiglie proletarie, anche nella nostra tavola non mancava mai il bottiglione di vino. Con il medesimo contenuto, poi ci si condiva anche l’onnipresente insalata. Ho dunque vissuto la stagione dello “spunto acetico” che in casa si spacciava per robustezza di carattere. Un ventennio fa decisi di dotarmi di una base più solida su cui appoggiare le future conoscenze, e iniziai il percorso AIS alla cui ultima tappa, quella di relatore, sono arrivato recentemente. Qualche annetto addietro ho incontrato il gruppo di Winesurf, oggi amici irrinunciabili. Ma ho anche dei “tituli”: giornalista, componente delle commissioni per la doc e docg, referente per la Guida VITAE, molto utili per i biglietti da visita. Beh, più o meno ho detto tutto e se ho dimenticato qualcosa è certamente l’effetto del vino.


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