Mai dire Carasau! Esce l’”Enciclopedia Enogastronomica della Sardegna”3 min read

Alzi la mano chi non ha qualche amico sardo e non si è divertito a decrittare i nomi di cose e oggetti espressi nell’idioma dell’isola che, come tanti anni fa predicava l’indimenticato Nico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo a Mai dire gol, “è una lingua, non è un dialetto”. E alzi la mano chi non è mai stato rapito dal fascino della Sardegna, da quelle sue tradizioni tra il dolce e l’ostico, da certe ospitalità tanto silenziose quanto generose, da quel non so che di selvaggio e al tempo stesso di profondo che incute insieme, nel forestiero, qualche timore e qualche irrefrenabile curiosità.

Questa sorta di dimensione ancestrale affiora, e bene, anche infinite sfumature della gastronomia isolana, andando a comporre un labirinto in cui, per chi non è di quelle parti (e forse pure per chi lo è), non è così facile districarsi.

A offrire un filo di Arianna per orientarsi nella complessa materia è arrivata ora l’”Enciclopedia Enogastronomica della Sardegna” di Alessandra Guigoni, antropologa culturale e docente allo IED di Cagliari, che dopo un dottorato all’Università di Siena e un post-doc a Cagliari ha dedicato la sua carriera allo studio della cultura del cibo con ricerche in oltre cinquanta località della Sardegna, contribuendo a valorizzare piatti tradizionali e produzioni agroalimentari locali.

L’opera, uscita solo in digitale (si compra sulla piattaforma Sellfy in pdf interattivo al costo di 25 euro), è però ben più del bigino un po’ pedante e a volte grigio in cui di solito consistono certe simili iniziative editoriali.

Al contrario, è un viaggio divertente e appassionante, da spulciare con cura ora alla ricerca – tanto per rievocare le voci “irregolari” citate dal ricordato Nico televisivo – dei lemmi più inusuali del lessico edule sardo, ora per approfondire la storia e le radici di ricette, prodotti, vini spalmati sulle oltre mille voci dell’indice. Il tutto con piglio godibile, ma un puntiglio scientifico: “Ho cercato di non limitarmi a descrivere ingredienti e pietanze, ma di ogni voce di raccontare la storia, le origini e l’evoluzione dei prodotti, con uno sguardo attento alle dimensioni antropologiche, simboliche e culturali della nostra gastronomia”, spiega l’autrice.

Alessandra Guigoni

Accanto alle schede, l’enciclopedia dedica spazio a aziende agroalimentari e vitivinicole, a chef, ristoratori e figure di riferimento del settore, oltre ad approfondimenti sulla storia della ristorazione, sulle pratiche tradizionali di lavorazione e conservazione degli alimenti, sullo sviluppo delle comunità del cibo. Ampio spazio è dedicato alla descrizione delle varietà autoctone di frutta e verdura, delle razze animali locali e della straordinaria biodiversità agricola dell’isola, un patrimonio da tutelare e valorizzare anche in chiave di sostenibilità e sviluppo rurale.

Alla fine di tanto compulsare, una domanda sorge spontanea: “mangiato mi hai?”.

Stefano Tesi

Stefano Tesi, giornalista professionista, scrive per vari giornali italiani di gastronomia e viaggi. Il suo giornale online è Alta Fedeltà.


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