Saverio Petrilli: Sono biodinamico ma oggi sono soprattutto dalla parte degli agricoltori, basta difendano la terra11 min read

Mentre assaggiavamo i suoi vini prodotti nelle colline della Lucchesia a Malgiacca, abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Saverio Petrilli, carissimo amico e produttore biodinamico. Ne sono venute fuori riflessioni molto interessanti.

Winesurf: “Ti ho intervistato a marzo del 2022 , cosa è cambiato da allora nel mondo dei vini biodinamici?”

Saverio Petrilli: “In questi tre anni mi sono occupato moltissimo di Malgiacca (la sua nuova azienda) e meno di quello che accade “fuori”. Sono meno partecipe, sono anche uscito dalla Demeter per passare ad un altro ente di certificazione. Per questo non saprei risponderti se non partendo dalla mia situazione personale. Quello che potrei definire “eccesso mediatico”, con super-esperti e guru in prima fila, si sta un po’ fermando. Giustamente, perché lo spazio deve essere dato all’agricoltura. In questo momento sono fortemente schierato con gli agricoltori. A Lucca hanno chiuso il 40% delle aziende agricole, in Toscana il 25%. Alex Podolinsky (maestro della biodinamica che gli ha inse gnato tanto) diceva che la viticoltura è la ciliegina sulla torta dell’agricoltura, ma la ciliegina senza torta chi se la mangia? Più nessuno! A questo punto io non ho più questo bisogno del comun denominatore della biodinamica. Adesso anche l’agricoltore convenzionale, pur che difenda il territorio e se ne prenda cura è essenziale perché quando non ci sarà più il paesaggio toscano i turisti arriveranno lo stesso? Quando il cibo toscano arriverà da chissà dove perché non ci sarà più un agricoltura toscana cosa succederà? Quindi in questo momento più che essere legato al movimento biodinamico mi sento di scendere in campo per l’agricoltura.

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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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