Primitivo Artas: quando la quantità sa sposare la qualità1 min read

Coniugare quantità e qualità è possibile? Per alcuni è come mischiare l’acqua con l’olio con un risultato finale facilmente intuibile. Ma nel mondo del vino sono molte le realtà che riescono a sostenere quella che potrebbe sembrare una contraddizione in termini. Due facce della stessa medaglia. Il semplice consumatore si pone questo problema quando acquista un vino? Oppure il criterio che lo guida è semplicemente la piacevolezza ed il rapporto prezzo/qualità? Il vino che vi propongo è prodotto dal Gruppo Italiano Vini, una delle più importanti aziende italiane e mondiali del settore vinicolo, che possiede, tra le altre, una tenuta di 150 ettari di vigneto nel cuore del Salento e che qui produce oltre due milioni di bottiglie. L’Artas 2007, in attesa che a giorni esca sul mercato la nuova annata, è vino di fattura moderna, elegante, che presenta una aspetto del Primitivo meno “sanguigno” ma comunque ben riconoscibile. Il colore non particolarmente intenso per un Primitivo si accompagna a profumi di amarena, gelso e mora. In bocca la classica morbidezza del frutto si unisce ad un tratto dolce-acido di buona freschezza ed ad un finale di particolare lunghezza con tratti tannici piacevoli e contenuti, com’è nella stile del vitigno.. Una interpretazione del Primitivo che trova ampi consensi tra quei consumatori che non gradiscono l’esuberanza fruttata ed alcolica del vitigno così come spesso viene rappresentato.

 

 

 

 

 

 

Artas 2007

Primitivo Salento IGT

Az. : Castello Monaci

Tel. : 0831.665700

Uvaggio: Primitivo 85%, Negroamaro 15%

Prezzo:20-22 €

 

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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