Tutti i colori dell’estate in tre etichette.1 min read

Mentre si beve il Rampone de I Pastini , ottenuto da  Fiano Minutolo, è facile pensare alle bianche costruzioni della Valle d’Itria e ai suoi fascinosi trulli. Nulla più del vino segna profondamente  il  legame con il territorio. Bevendolo si evocano nostalgiche  atmosfere, si ricordano paesaggi come quelli legati alle vigne di queste alture. Profumato di rosa, di frutti esotici, di albiccoca candita, in bocca è un esplosione di sensazioni che si placano con un finale di piacevole agrumosità. Ma se il bianco di Lino Carparelli è la nuova generazione, il futuro, non possiamo dimenticarci del Rosato, visceralmente legato al Salento e alle sue tradizioni.

Il Fuxia di Paolo Leo , da Negroamaro è vino di territorio, profuma di fiori ma anche di ciliegia, di melograno. Al palato è ben equilibrato con giusta acidità, morbido e fresco allo stesso tempo, capace di accompagnare non solo  le calde serate estive .

Forte, carnoso, succulento, sono gli aggettivi che si usano per descrivere il Primitivo  e calzano a pennello al Purpureus delle Cantine Ferri. Rubino vivo, complesso nei profumi, fresco, armonico. Un vino di volume con finale piacevolmente tannico, si può bere subito, ma anche tra qualche tempo, avendo negli occhi le piccole vigne ad alberello che lo generano.

Per gentile concessione del Corriere del mezzogiorno

Pasquale Porcelli

Non ho mai frequentato nessun corso che non fosse Corso Umberto all’ora del passeggio. Non me ne pento, la strada insegna tanto. Mia madre diceva che ero uno zingaro, sempre pronto a partire. Sono un girovago curioso a cui piace vivere con piacere, e tra i piaceri poteva mancare il vino? Degustatore seriale, come si dice adesso, ho prestato il mio palato a quasi tutte le guide in circolazione, per divertimento e per vanità. Come sono finito in Winesurf? Un errore, non mio ma di Macchi che mi ha voluto con sé dall’inizio di questa bellissima avventura che mi permette di partire ancora.


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