I Chianti Rufina d’annata pur in una vendemmia non certo fredda come la 2022 hanno messo in mostra il loro punto forte, proponendoci vini “antichi molto moderni”.
Verrebbe quasi da dire dulcis in fundo. Venerdì scorso, 17 febbraio, nel centro Congressi di Firenze si è tenuto l’ultimo segmento delle Anteprime Toscane. L’evento ha chiuso le anteprime con una carrellata finale di quasi tutte le denominazioni toscane rimaste fuori dagli eventi principali. (assenti “giustificati” Montalcino e Bolgheri, assenti ingiustificati Candia e Colli di … Continua a leggere
Quello che ci sentiamo di dire forse se lo diciamo in gergo calcistico si capisce meglio: la Rufina ha smesso di avere uno o due grandi campioni in una squadra mediocre ed è diventata una formazione di tutto rispetto, con degli ottimi elementi in ogni ruolo.
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Anno dopo anno la bravura di questi viticoltori, che arrivano a malapena a produrre 3 milioni di bottiglie (un niente in confronto alle decine di milioni del Chianti) cresce e lo fa soprattutto a “macchia d’olio”, toccando praticamente ogni azienda.
Un sangiovese che mostra il garbo vellutato di annate più calde senza derogare al suo carattere austero. Profumi classici, nettissimi e complessi. Mi ha fatto esclamare: “Ma come è buono!” Questo Chianti Rufina più che la quadratura del cerchio è la rotondità del quadrato, venduto a prezzo troppo basso.
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