I nostri assaggi hanno confermato alcune idee che ci stiamo formando da qualche anno, diciamo da quando il “vigneto Bolgheri” ha cominciato ad avere un’età dove non serve “miracol mostrare” per produrre dei buoni vini.
Se venticinque anni non sono pochi per una persona sono però pochissimi per una DOC, specie per una che ha avuto la fortuna (o la sfortuna) di essere fin dall’inizio sotto i riflettori mediatici.
Siamo fieri e felici di pubblicare un nuovo articolo di Daniel Thomases, proprio nel momento in cui ha qualche problema di salute. Grazie Daniel e tantissimi auguri da tutti noi.
Dal 2006 abbiamo degustato 66320 vini. trova il vino che stai cercando
Una foto di Nicolò Incisa della Rocchetta e della nipote Priscilla accompagna il titolo più grande della copertina di questo numero, ampiamente dedicato ai vini di Bolgheri, “la regione del vino più calda d’Italia”. Altri titoli di questo fascicolo, nel quale c’è molta Italia: i grandi Barolo del 2013, l’esplorazione delle Marche. Infine: i vini … Continua a leggere
Me lo ricordo bene quel dicembre del 2009: visitare Le Macchiole è stata un’esperienza unica perché da illustre sconosciuto quale ero (e continuo ad essere), Cinzia Merli mi dedicò quasi una intera giornata
il valore globale di un territorio non si valuta dalle punte ma dai vini base e per questo possiamo dire che Bolgheri ha fatto grossi passi avanti, perché i suoi vini base sono, dopo anni incerti, una certezza qualitativa e soprattutto riescono, con sfaccettature varie, ad interpretare il territorio.
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