Stampa estera a portata di clic: Wine Spectator, vol. 42- 20173 min read

California al centro di questo numero di WS, con la Insider’s Guide alla Napa Valley (top resorts, ristoranti , wineries, luoghi di degustazione). In copertina una fanciulla in accappatoio e un bicchiere di vino bianco in mano nel giardino del Meadowood Resort.

Poi: bianchi borgognoni, con le migliori vendemmie di questa generazione, e l’affare da 60 milioni di dollari di Constellation Brands, gigante del mondo del bere, per l’acquisto di  Schrader’s Cellars, importante winery della Napa Valley (se ne parla  nella pagina di apertura di GrapeVine).

Dunque, si comincia con l’editoriale di Shanken e Matthews (“ La Napa che amiamo”), quindi il Feedback dei lettori, le rubriche di GrapeVine ( dell’acquisto di Schrader si è detto), quindi le notizie (Vinexpo, cambiamenti climatici, le settimane del Riesling a Monaco di Baviera…), poi ancora : i vini di Drew Barrymore (ex Charly’s Angel), che approda in California, dopo la sua avventura in Veneto, microbiologia del formaggio (per la rubrica Cheese), il Perfect Match tra il pollo arrosto e i vini di Mencia, lo shopper).

Prima  della annunciata Guida alla Napa Valley, sono le pagine degli editorialisti Laube ( Caymus guarda al futuro), Kramer  (come fare la cosa giusta), Molesworth  (il racconto di Ulysses,il nuovo progetto di Christian Moueix).

Ed eccoci finalmente alla Guida ai piaceri della Napa, di James Laube, corredata dalle foto di Jason Tinacci. Le tappe: Carneros e la sua anima borgognona, il paesaggio di Stags Leap, Oakville e Rutherford con il loro dinamismo e  la storia di St. Helena e Calistoga. Tocca a Kim Markus descrivere i resorts più eleganti della regione,e a Tim Fish parlare dei migliori ristoranti. La tavola top è la French Laundry di Yountville (ne scrive Harvey Steinman), poi Maryann Worobiec  parla della rinascita della Downtown, con i migliori ristoranti e gli indirizzi migliori per bere vino.

Aaaron Romano ricostruisce la storia della Napa attraverso le sue tappe fondamentali  dai suoi esordi (1836, George Yount  e la sua prima concessione). Augustus Weed prosegue con le AVAs (American Viticultural Areas) della Napa.  Infine (è ancora Anne Worobiec), i migliori 18 indirizzi per degustazioni indimenticabili e la Napa al crocevia (conservare il passato e guardare al futuro), ancora secondo Laube  che aveva introdotto questa lunga escursione in California.

Siamo intanto ben oltre la metà del fascicolo, anzi ci avviamo alla fine. C’è però spazio, prima della Buying Guide, per un articolo di Bruce Sanderson sulle eccezionali vendemmie 2014 e 2015, le migliori degli ultimi 20 anni in Borgogna.

Protagonisti i bianchi: al vertice della selezione di WS il Montrachet 2014 del Domaine Olivier Leflaive . Grands crus di Puligny e Chassagne comunque protagonisti: bisogna  arrivare alla decima posizione per trovare un Corton Charlemagne e alla quattordicesima per uno Chablis .Ma non sono dimenticati i vini dell’altra Pouilly (Fuissé, nel Maconnais), l’Araba Fenice della Borgogna secondo WS.

La coda però è di nuovo per la California e al suo Pinot Noir (più grande e più buono). Ed eccoci alla Buying Guide : ben tre toscani nelle categorie top , ma anche negli Smart Buys ce ne sono altri due, insieme con un Primitivo di Manduria delle Tenute di Emera. Si chiude, come sempre, con le FAQ di Dr. Vinny , con le quali si torna ancora una volta nella Napa Valley.

 

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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