Non ho capito quando mi hanno catapultata nelle cronache di Narnia tra la zona sud di Siena e la Val d’Orcia.
La strada era deserta alle 10 del mattino in direzione San Giovanni d’Asso in occasione dei 25 anni del Consorzio del Vino Orcia. Chilometri di colline come onde del mare, interrotte solo da gruppi di cipressi simbolo di questa parte di Toscana, e tanta luce, quella che rimbalza sull’entroterra vicino all’oceano.

Quando Marco Capitoni ha parlato di spazio forse intendeva questo: la sensazione che qui puoi respirare a pieni polmoni senza togliere ossigeno a nessuno. Quel sole e quella luce li ho trovati dentro tutte le bottiglie stappate per l’occasione sotto la guida di Cristiano Cini, presidente AIS Toscana. Pieni, salini, nuovi.
L’Orcia Riserva 2021 di Capitoni lo spazio lo prende tutto per far esprimere i suoi profumi dal cacao alla liquirizia e i suoi sapori freschi ed eleganti.
18 euro per questo 80% Sangiovese e 20% Merlot nato da fermentazione senza aggiunta di lieviti aslloctoni.

Donatella Cinelli Colombini ci ha battezzato il suo vino, ma è vero: l’Orcia DOC non è più la Cenerentola tra due sorellastre (Nobile e Brunello) e anche qui ormai ci si può divertire tra i sangiovese (e i foglia tonda) premiati da temperature più miti e le personalità dei vignaioli.
