L’Oltrepò Pavese mi ha sempre attirato, specie negli ultimi anni che hanno visto salire in maniera esponenziale la qualità dei vini, in particolare spumanti metodo classico da pinot nero e lo stesso vitigno ma vinificato fermo e in rosso. Indubbiamente il pinot nero è il vitigno che più identifica questa risalita qualitativa dell’Oltrepò ma non è certo il solo. Dal punto di vista degli ettari piantati la croatina lo supera anche se purtroppo dal punto di vista qualitativo riesce difficilmente ad esprimersi ad alti livelli, ma…
Ma quando un gruppo di produttori si raccolgono attorno ad un vino che amo sin da giovincello e ad un marchio che parla di coesione (in una terra dove le divisioni sono all’ordine del giorno) non si può che cercare di approfondire e soprattutto di assaggiare i risultati. Sto parlando della Bonarda La Mossa Perfetta, un’idea nata nel 2014 da un gruppo di produttori che fanno parte del Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese.

La Bonarda è un vino mosso che forse incarna l’anima antica della viticoltura lombarda, quell’anima che fino a pochi anni fa sembrava definitivamente persa a causa di molteplici fattori che adesso sarebbe troppo lungo presentare.
La Bonarda nasce dalla croatina, e in particolare la Mossa Perfetta nasce, seguendo un disciplinare interno al gruppo, solo da croatina. Questo disciplinare interno prevede anche una resa inferiore in uva e in vino e soprattutto una diminuzione drastica degli zuccheri residui che da 50 gr/l scendono a 15 gr/l. Inoltre tutti i produttori ( sono una quindicina) de La Mossa perfetta devono produrre, trasformare e imbottigliare nella propria cantina, garantendo così la filiera del prodotto.

La bottiglia che vedete qua sopra non la troverete, così com’è, in commercio perché è un campione, selezionato dai produttori, di come dovrebbe essere la Bonarda de La Mossa Perfetta. Ogni produttore ne produce una, che può essere diversa da questa ma con le caratteristiche che la contraddistinguono: profumi di frutta intensi, bollicina fine e cremosa, piacevolezza accentuata anche da un giusto equilibrio tra freschezza, tannicità soffusa e zuccheri residui. La bottiglia invece non varia e serve a riconoscere la altre Mossa Perfetta
Andando verso la stagione calda vi consiglio di berla fresca (non fredda) magari facendo uno strappo al clima e abbinandola a piatti più adatti all’inverno, come un buon bollito, oppure un sontuoso ossobuco con risotto.