Gelate. Ecco cosa hanno detto i produttori10 min read

Non sappiamo se essere contenti o meno dell’idea di lasciare spazio ai produttori per farli parlare in prima persona sui danni delle gelate dei giorni scorsi.

Contenti sicuramente  del numero di segnalazioni arrivate, ma nello stesso tempo scontenti perché  molte informazioni ricevute  sono state un colpo al cuore per chi ama la viticoltura.

Purtroppo i danni, come pensavamo, sono stati ingenti e diffusi in varie parti d’Italia, in particolare nel centro-nord.

Ci sono arrivate segnalazioni dal Trentino, da varie parti del Piemonte (Astigiano e Alto Piemonte), dal Chianti, da San Gimignano, dalla Rufina, da Montepulciano per quanto riguarda la Toscana, dall’Oltrepò Pavese, dai Colli Berici e da Orvieto.

 Alcuni messaggi non solo sono veramente  toccanti, ma sono  scritti con bravura, trasporto e passione: ti sembra quasi di essere accanto al produttore e seguirlo nel vigneto a controllare i danni.

Speriamo che questa nostra piccola iniziativa, nata dal consiglio del collega Franco Ziliani (che la proporrà anche sul suo Blog Vino al vino) e sposata pure da Roberto Giuliani su Lavinium, possa servire se non altro a far sentire qualcuno  meno solo in momenti come questi.

 

 

Cantina Lasterosse

Romallo, TN.

Non sono riuscita a trovare il lato positivo.

L’emozione di oggi è tristezza.

Arrivo nel pomeriggio da Verona, Pietro mi accoglie con un leggero sorriso, io però son già passata alle Lasterosse e gli occhi si sono riempiti.

Sono anche una donna ma in un istante ho visto tutto, la fragilità, l’impotenza, la pazienza, le cure, il duro lavoro, il tempo dedicato, sacrifici e progetti, tutto velocemente.

In diversi punti il gelo ci ha colpiti.

Finite le parole.

 

Campochiarenti

San Gimignano, SI.

Il mese di Aprile si è presentato con temperature alte sia diurne che notturne ma nelle notti dei giorni 20 e 21 di Aprile si è avuto un crollo delle temperature durante la notte che ha portato la temperatura minima al di sotto degli 0°C per alcune ore.

La stazione barometrica più vicina a San Gimignano ha rilevato le temperature minime sopra riportate ma le correnti gelide che hanno soffiato su alcune vigne hanno portato le temperature a valori inferiori a quelli rilevati.

Soprattutto il crollo delle temperature minime ha sconvolto gli equilibri delle piante che ormai avevano iniziato da tempo la fase vegetativa.

Questo ha contribuito a generare un elevato stress nei germogli delle viti portando alla necrosi e quindi a seccarsi le parti apicali, dove già si stavano formando i grappoli fiorali, ma in alcuni casi la morte vegetativa ha coinvolto tutta la parte aerea.

Queste basse temperature hanno colpito sia le viti più giovani che le viti in produzione seccando quindi i tralci che avrebbero dovuto produrre uva per la prossima vendemmia.

Abbiamo cercato di salvare il salvabile con un trattamento naturale per ridurre lo stress della vite cercando di ripristinare il passaggio della linfa nelle foglie e sui tralci non completamente seccati dal gelo, incrementandone l’elasticità e la vigoria.

Quando questo trattamento non ha prodotto risultati  a causa della necrosi avanzata,  si dovrà ricorrere alla rimozione delle parti secche, in pratica una nuova operazione di potatura che riporterà indietro le viti di circa un mese.

L’operazione è iniziata sulle viti più giovani, che erano state già cannibalizzate da cervi e caprioli, e proseguirà sulle viti in piena produzione, sperando in questo modo di poter sfruttare i nuovi sviluppi delle gemme dormienti e gemme di controcchio per ridurre la perdita di produzione dal 100% attuale ad una percentuale minore.

Una cosa è certa la produzione 2017 di grandi vini sarà sicuramente molto ridotta e molto più onerosa per i produttori.

 

Gianluca Morino

Cascina Garitina

Castel Boglione , Asti

Grazie Carlo, a nome di tutti i vignaioli della mia zona, per aver deciso di regalare il tuo spazio al nostro racconto di queste 3 notti appena passate. Quando capitano eventi meteo straordinari (te ne ricordo due: tromba d’aria del 29 Luglio 2013 e fortissima grandinata dello scorso 26 Luglio 2016) che colpiscono l’areale del Nizza, mi piace raccontarlo sui social non tanto per raccogliere solidarietà ma per cercare di raccontare meglio questa benedetta #vitadaviticoltore.

Ho scritto evento straordinario per queste tre notti di gelate perché a memoria di mio padre 71 enne, una cosa del genere non è mai successa.

L’evento è complesso ed articolato perché lo dividerei in due parti: la prima notte del 19 Aprile è stata la più distruttiva ed anomala. I danni non sono stati nei fondovalle ma spesso il gelo è risalito i fianchi delle colline andando ad arrecare danno anche a quote di 300 m slm.

Le due notti successive, 20 e 21, invece sono state le classiche gelate negli strati più bassi e in quegli areali dove, un po’ troppo in modo ardito, si è andati a piantare viti sull’onda di questo misterioso Global warming.

Quindi abbiamo situazioni diverse e varietà diverse dove la Barbera spicca tra i danni perché sicuramente la più sensibile anche perché quest’anno aveva una vegetazione anticipatissima, sviluppata e super tenera.

Difficile quantificare i danni ma posso dirti che in area Nizza quasi tutti i produttori hanno avuto danni; da chi ha un 10% a chi un 30 o alcuni che arrivano ad un 40% .

Io su 26 ettari ne ho 4 distrutti competamente e 2 nei quali presento danni dal 15 al 40% nel Comune di Castel Boglione con vigneti dai 250 ai 330 m slm.

 

Matteo Maggi,

Colle del Bricco, Oltrepò Pavese

Qui in Oltrepò ci stiamo organizzando per chiedere la calamità naturale. In particolare nel mio caso… 1 ettaro completamente devastato, le piante rigetteranno ma senza frutti e probabilmente salterà l’annata per alcuni dei miei vini. Per un’azienda piccola una situazione come questa è già critica, figuratevi per un’azienda, come la mia, che ha appena incominciato…

 

Paolo Cianferoni

Azienda Caparsa, Radda in Chianti

Il meteo Lamma che io consulto regolarmente aveva avvisato che nelle zone interne il 20 mattina era la mattinata peggiore, per cui ho pensato di agire come quando si fa un trattamento antiparassitario, speciale questa volta. Ho organizzato i miei collaboratori per disporre circa 10 metri cubi di legna ai margini delle vigne, poi sono andato a cercare presse di paglia (che ormai non usa più nessuno sostituite dalle rotoballe difficilmente gestibili) per cercare di far fumo. Insomma la mattina del 20 dalle 4.30 abbiamo iniziato a far fuochi e bruciare la paglia che è ottima in quanto fa fumo: credo che è lo strumento migliore per cercare di combattere questa calamità. E’ la prima volta nella mia vita che ho eseguito una cosa del genere, credo con buoni risultati, in quanto i danni sono stati molto contenuti. Ringrazio qui anche tutti i miei collaboratori per le levatacce. Purtroppo devo correggermi: da me circa 25% ad oggi persa. Facile prevedere impennate dei prezzi.

 

Castello di Montegiove

Montegiove (TR), UMBRIA

Qui in Umbria nel zona del alto Orvietano abbiamo un danno stimato intorno a 25% dopo tre notti con temperature sotto zero – piu grossi problemi su piantagioni giovani ancora non in produzione e perciò con vegetazione nuovo vicino alla terra – come si poteva aspettare i vigneti piu bassi e piu vicini al bosco hanno sofferto di piu. Avendo i vigneti a 480 m s.l.m. abbiamo in realtà evitato gran parte degli problemi che nella zona nostra si è verificato per lo più vicino a fiumi e torrenti nelle zone piu basse e pianeggianti.

 

Federico Masseti

Azienda Selvapiana

Rufina (FI)

Buondì Carlo,

Poteva andare peggio ! Almeno qui a Selvapiana.

Memori del disastro del 2007, abbiamo fatto fuochi-fiamme e soprattutto molto molto fumo, nelle ultime due nottate.

Al momento abbiamo un danno significativo su due appezzamenti molto vicino ad un borro.

Nei vigneti lontani da Selvapiana danni nelle parti più basse.

 

 

Francesco Brigatti, Suno, Alto Piemonte.

La settimana era incominciata benissimo, il lunedi di Pasquetta abbiamo fatto una grigliata nella vigna dei Campazzi con i bambini e tanti amici: una splendida giornata, le viti sono veramente belle con tanti grappolini che lasciano presagire una buona annata.

Le previsioni del tempo, però, annunciano un repentino abbassamento delle temperature e infatti il martedì inizia a soffiare un vento fortissimo e gelido. Dal tardo pomeriggio inizio a monitorare le temperature e di notte ogni ora mi sveglio a controllare le capannine metereologiche sul pc e i termometri. Siamo a 0°C, forse è andata bene…. il giorno dopo vado a visionare i vigneti e sono bruciati 1/3 del Motfrei e del Mottobello, però il Motziflon è salvo. Si susseguono le telefonate di amici vignaioli in cerca di notizie o di conforto per i propri danni,  penso “Sono stato fortunato, il Motziflon è salvo”.

Trascorro una seconda notte agitata monitorando le temperature, certo di non lasciare trapelare la mia ansia ai miei figli Pietro, Luigi e Maria. Proprio mentre sto pensando di esserci riuscito arriva Pietro con la sua sensibilità e la sua empatia  disarmanti “Papà sei triste per le vigne? posso aiutarti a scaldarle?”

Fortunatamente mercoledì notte non ci sono problemi in quanto il termometro non scende al di sotto dei due gradi, le temperature si alzano, forse è passata….

Giovedì sera tutta la famiglia Brigatti esce  a cena per festeggiare i brillanti colloqui con le insegnanti della scuola elementare, tornando a casa mia moglie Giulietta coglie nuovamente la mia preoccupazione e con la scusa di andare ad avvistare caprioli passiamo attraverso le vigne per controllare le temperature con il termometro dell’automobile: 11,5 ° C alle 23 di sera, non può gelare!! Purtroppo stamattina alle 5 il termometro nel cortile rileva 1°C: NO, proprio mentre ero tranquillo di aver schivato il peggio.

Venerdì mattina vado al Motziflon: mi accorgo di avere il viso bagnato, solcato da due grosse lacrime, mi vengono in mente alcuni produttori che sui social cercano solidarietà quando hanno poche viti da mostrare a giornalisti e clienti e comprano uva/vino per i propri vini e mi sale una rabbia.

Poi, però, la rabbia si stempera in un sorriso pensando che solo un vignaiolo vero può ricevere dal proprio territorio e dai propri vigneti  ferite profonde come questa, ma anche  gioie e  soddisfazioni di annate in cui le uve ci permettono di ottenere vini che sanno emozionare.

 

Cantina Fassati , Montepulciano

Dopo la prima notte in bianco causa tensione per le temperature assurdamente fuori stagione che hanno portato il gelo nei vigneti più in basso (250 m) della Fassati facendo danni per una media del 10-15%, i fratelli Della Camera hanno deciso che avrebbero passato altre notti insonni, ma almeno cercando di fare il possibile per evitare una seconda gelata.

Ieri pomeriggio hanno passato ore a portare paglia nei vigneti e stamattina dalle 4.30 erano lì, insieme  a tutti gli operai, ad accendere e controllare i fuochi con l’obiettivo, se non di fermare gli eventi atmosferici, almeno di ridurne i danni.

Stamattina, passato il pericolo, Danilo ha brindato con soddisfazione ad una vendemmia salvata … almeno per ora! Prossime notti si ripete finché Aprile non si deciderà a tornare un mese primaverile e non invernale!

 

 

Consorzio Colli Berici, Vicenza.

Le gelate di questi giorni hanno risparmiato la viticultura di collina e la produzione più pregiata dei soci del Consorzio Vini Colli Berici Vicenza. Qui, dove è concentrata la produzione di vitigni a bacca rossa identificativi di questo territorio come Tai Rosso, Cabernet e Merlot, i problemi sono contenuti e poco consistenti. Le gelate si sono localizzate perlopiù nei vigneti a fondovalle e nelle aree pianeggianti con una diffusione a macchia di leopardo. In questo momento rimane comunque difficile fare una stima, ma dai primi sopralluoghi i tecnici del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza sono fiduciosi. Il fenomeno è apparso in una fase precoce dello sviluppo della vite, questo permetterà alla germogliatura di tornare produttiva in fase di ricaccio, recuperando gran parte della produzione di uve per il vino.

 

 

Giuliano Preghenella

Trentino

Gentilissimi grazie del pensiero, io anche se sono un viticoltore non ho notizie di danni da raccontare ne appelli alle istituzioni da fare, credo sarebbero inutili… ma da cooperatore convinto credo nella solidarietà tra imprenditori e vi suggerisco l’ascolto di un podcast Rai riguardante la solidarietà dei contadini sardi verso i contadini dell’Italia centrale a cui  donano loro le pecore migliori. Ecco anche noi viticoltori “graziati” potremo aiutare chi ha subito seri danni, inutile aspettare le istituzioni. Grazie del tempo. Saluti.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


ARGOMENTI PRINCIPALI



  • Gabriele Succi

    Ciao Carlo, arrivo in ritardo e commento qui.
    Leggendo dalla settimana precedente la Pasqua che ci sarebbe stato un ritorno di freddo, subito la mia mente è tornata a 20 anni prima, quando su 9 ettari di vigna e 2 di albicocchi, a causa di un ritorno di freddo i giorni 16 e 17 aprile persi praticamente tutto (75% sulla vigna e 100% sulla frutta). Quindi ero preparato all’evento, ma…guardando un po’ dappertutto le temperature previste sui vari siti meteo, non davo peso più di tanto all’evento. E invece, il giorno 18 è cambiato tutto con un temporale fortissimo diffuso in tutta la zona che va da Bologna a Rimini (dove, a macchia di leopardo c’erano state grandinate molto intense nella notte fra il giorno 16 e il 17). Per fortuna la copertura nuvolosa ha tenuto la T° sopra zero nella notte tra il 18 e il 19. Il problema è che il cielo poi durante la giornata è diventato sereno e la notte fra il 19 e il 20 ci sono stati i primi problemi. Infatti il termometro piazzato nel punto più a rischio della mia proprietà (dove c’è un punto più basso e la terra del podere inferiore in realtà sul confine è più alta) ha segnato -1 di minima con danni ad un vigneto in allevameno di due anni dove le piante potate a tre gemme hanno avuto il 100% di danno (quelle potate più lunghe arrivate fino al filo portante non hanno avuto danni) quindi difficilmente riusciranno a produrre un tralcio che sarà in grado di dare grappoli il prossimo anno. La notte fra il 20 e il 21 la T° non è scesa sotto zero e quindi pensavo che il peggio fosse passato. Purtroppo l’amara sorpresa c’è stata la mattina del 22 quando ho sentito di nuovo i ventilatori antibrina che i frutticoltori della mia zona hanno installato nei punti più a rischio; infatti 1 ettaro intero di vigna in produzione se ne è andato. La cosa strana è che nella mia zona, dove in caso di ritorni di freddo tardivo, le vigne più a rischio sono uscite indenni e purtroppo questa volta ci ho rimesso io. Dopo la “fregatura” del giorno 22, mi viene da pensare alla famosa frase del catcher anni 70 dei New York Yankees che diceva “la partita non è finita fino a quando non è finita!”, può apparire scontata, ma non lo è.
    Grazie dello spazio.
    Un caro saluto

    • Carlo Macchi

      Grazie Gabriele anche se mi dai tristi notizie.
      Un abbraccio.
      Carlo

  • Paola Rinaldini

    Caro Carlo
    in super ritardo ma torno da un viaggio di lavoro in Giappone e Cina.
    Il ritorno è stato dei più amari…
    Nella mia zona quella del Lambrusco i danni sono ingentissimi.
    Mio figlio con i collaboratori ha passato due notti a fare fuoco e fiamme come si sul dire per combattere il gelo che ha raggiunto i -2. Penso che il coraggio e il duro lavoro abbia limitato i danni, ma purtroppo la lotta è in parte stata persa.

    • Carlo Macchi

      Grazie mille Paola. Se amaro è stato il ritorno sono convinto che il tuo lambrusco avrà fatto sorridere tanti cinesi e giapponesi.
      Un caro saluto.

  • giuliano preghenella

    Gentilissimi Vi ringrazio per aver aggiunto anche il mio commento, per completezza di informazione mi permetto di segnalare il podcast Rai, dura solo 2 minuti ma è molto bello. Grazie e saluti.
    ecco il podcast: http://www.pensierodelgiorno.rai.it.ln.is/0zSyC

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