Degustazione bendata o palese? Ecco il questionario!3 min read

Come promesso questa stamani mattina, sia per mail che attraverso i sociale network, sono partiti oltre 5000 questionari a produttori e giornalisti del vino.

A tutti vengono sottoposti alcuni quesiti riguardanti la degustazione alla ceca o con le bottiglie scoperte, per le guide cartacee e online.

 

 

Per quanto riguarda i produttori, a loro sono state rivolte le seguenti sette domande.

 

1.            Ipotizziamo che i degustatori delle guide vini italiane abbandonino il sistema di degustare in maniera bendata per utilizzare la degustazione a campioni scoperti. Lei come valuterebbe la cosa?

 

2.            Quale sarebbe per lei la principale controindicazione di una degustazione palese?

 

3.            Quale sarebbe per lei il principale vantaggio di una degustazione palese?

 

4.            Attualmente lei come crede che i campioni che invia vengano degustati?

 

5.            Sarebbe disposto ad inviare vini ad una guida che dichiarasse di assaggiare solo in maniera palese?

 

6.            E’ convinto che, allo stato attuale delle cose, tutte le guide vini assaggino in maniera bendata?

 

7.            Quale sistema di degustazione attuerebbe se fosse  responsabile di una guida vini?

 

 

Mentre ai “giornalisti-guidaioli” i seguenti sei quesiti.

 

 

1.            Credi che il mondo delle guide sia pronto per degustare i vini in maniera palese?

 

2.            Quali controindicazioni, attualmente, credi possano esserci?

 

3.            Quali invece i vantaggi?

 

4.            Saresti disposto a degustare in maniera palese per la guida per cui collabori?

 

5.            Secondo te i produttori come accetterebbero questa diversa impostazione?

 

6.            Pensi che il futuro delle guide vini sia con la degustazione bendata o palese?

 

 

A tutti è stato poi lasciato spazio per considerazioni finali.

 

 

Perché abbiamo fatto questo? Perché crediamo che il mercato delle guide sia maturo per un salto di qualità, che potrebbe anche passare attraverso  l’utilizzo dichiarato di metodi degustativi fino ad ora scarsamente presi in considerazione. Inoltre crediamo che sia comunque utile discutere su temi che possono sembrare scontati ma in realtà non sono di fare approccio e tantomeno soluzione.        

 

Abbiamo dato a tutti una quindicina di giorni per rispondere e poi, nella seconda metà di aprile, vi faremo conoscere i risultati.

 

Cogliamo l’occasione per chiedere a tutti i produttori ed ai colleghi di sfruttare la possibilità di fare copia-incolla delle loro domande direttamente da questa pagina, per poi rispondere per mail (o direttamente qua sotto) a redazione@winesurf.it.

 

 

 

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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  • Andywine

    Non sono un giornalista o un produttore, solo un grande appassionato. Volevo solo dire, per mia esperienza, che la degustazione “bendata” è sicuramente quella che permette meglio l’obiettività  di giudizio.
    Mi è capitato più volte di organizzare degustazioni e di rivelare (per scherzo) i vini appena degustati, prima di scoprirli, ho notato spesso dei decisi cambiamenti di giudizio, dei “…ecco perchè era cosଅ” per poi
    scoprirli e rivelare che il vino non era affatto quello. Non dico di far passare un Tavernello per un Sassicaia, ma i vini bendati aiutano molto nel giudizio, tolgono molto dei preconcetti.
    Mi viene in mente anche una cosa relativa all’obiettività : molti amici che degustano con me, spesso mi dicono che i profumi non li riconoscono, ma, se glieli suggerisco, li sentono subito, anche se dovessi sentire della liquirizia in un moscato d’Asti.
    Spero che presto arrivino i resoconti del questionario (Bravi !)

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