I nostri assaggi bolgheresi quest’anno hanno evidenziato alcuni punti fermi che è forse bene elencare con ordine, non necessariamente in ordine di importanza.
I Bolgheri Rosso 2024 sono sicuramente migliori di come , vista l’annata, si poteva prevedere
I Bolgheri Superiore 2023 seguono strade molto diverse per parlare di Bolgheri.
Ormai a Bolgheri se non hai Cabernet Franc non sei nessuno
Il bello di Bolgheri è che puoi spendere di più in vigna per salvare le annate rispetto a quasi tutte le zone della Toscana, per non dire d’Italia.
Da questi quattro punti si può partire per fare qualche ragionamento.
La 2024 è stata un’annata che rientra in quello che per me più che cambiamento climatico può essere definito sadismo climatico. Fino a giugno tutto praticamente nella norma, anche con piogge superiori alla media che comunque, (grazie anche a quelle degli ultimi mesi del 2023) sono servite per avere abbastanza acqua nelle falde. Tutto questo considerando che le temperature medie invernali non sono mai andate sotto una media di 10°, con tutto quel che comporta, come stress vegetativo, a viti che non riescono ad avere un po’ di freddo per “riposare” come in passato.

Ma andiamo avanti luglio e agosto caldi e siccitosi ma a settembre è venuta giù l’acqua che non era venuta nei due mesi precedenti sommata a quella di settembre, creando quindi un clima caldo-umido veramente difficile da gestire, specie se sei in vendemmia. Da considerare che ormai il merlot viene vendemmiato ad agosto e quello in qualche modo si salva, mentre cabernet franc (prima) e cabernet sauvignon (dopo) sono in qualche modo rimasti “intrappolati” in iun mese piovoso e per questo non ci aspettavamo grandi risultati.
Però il modo “leggiadro”che hanno avuto i produttori di Bolgheri di intendere il Rosso ha portato a vini sicuramente piacevoli, meno corposi ma più freschi e anche, in diversi casi, dinamici. Li potremmo anche chiamare “vini in sottrazione” ma alla fine dei salmi sono vini puliti al naso e con tannini freschi e quasi mai amari al palato. Un risultato indubbiamente di buon livello, prova ne sia non tanto i due Vini Top ma il 67% dei Rosso che hanno ottenuto almeno 80 punti (e per noi, lo ripetiamo sempre, non sono pochi).

Parlando invece dei Superiore 2023 non si può prescindere dal considerare che stiamo parlando della vendemmia dove i produttori toscani (e non solo) si sono ritrovati la peronospora anche nelle mutande. Aprile, maggio e giugno con temperature tra i 15° e i 22° e con precipitazioni quasi giornaliere hanno creato una delle peggiori situazioni di sadismo climatico che si potessero immaginare per le malattie della vite, e riuscire a portare a casa uva sana non è stato facile e spesso, purtroppo, impossibile.
I Superiore 2023 sembrano aver risentito solo in parte di questa situazione anche se sono stati interpretati in maniera molto diversa: c’è chi ha puntato sulla solita opulenza, chi su una leggerezza (relativa naturalmente) più accentuata, ma quasi tutti hanno svolto in maniera più che sufficiente il compito.
Qui occorre far entrare in campo gli altri due punti sopracitati: dato che il costo medio a cui viene venduta una bottiglia di Bolgheri Superiore è, gioco di parole a parte, superiore a quella di un qualsiasi rosso toscano (e non solo) invecchiato due/tre anni i produttori possono investire di più in accorgimenti tecnici e manodopera per difendersi dal sadismo climatico e questo, nonostante ormai Bolgheri sia una denominazione con temperature spesso africane, porta alla fine ad una qualità più alta delle uve. Questo non è detto che porti sempre a vini migliori o più longevi ma sicuramente nel 2023 questo è successo, perché ben il 70% dei Superiore ha ottenuto almeno 80 punti (senza considerare i tre Vini Top!)
In tutta questa situazione per molti versi positiva si è inserito in maniera importante e velocissima il cabernet franc, vitigno almeno in teoria molto più reattivo ai climi caldi. Sinceramente ancora non riesco a capire quanto abbia potuto, possa e potrà realmente influire sulla qualità dei vini di Bolgheri ma sicuramente influisce sulla quantità, perché ormai quasi il 70% dei Superiore e una bella fetta dei Rosso ne hanno una percentuale, spesso non bassa. Questo un po’ mi sorprende perché la sua crescita è stata esponenziale e proprio per questo siamo di fronte a vigneti giovani, che dovranno confermare le loro per adesso buone caratteristiche nel tempo.
Però a guardare le percentuali presenti in tanti vini si può intanto pensare che adesso per i produttori di Bolgheri questo vitigno sia la panacea di tanti mali: solo il tempo ce lo confermerà.
Intanto confermiamo che a Bolgheri si sta lavorando bene.