Come ogni anno il Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano ha organizzato Rosso Morellino, evento itinerante che celebra la denominazione con un format collaudato che fonde degustazioni, masterclass e cicloturismo.
Una tre giorni tra aziende e vigneti alla scoperta di un territorio meraviglioso che, anche a chi già lo conosce, riserva sempre piacevoli sorprese.
Dopo la prima sera di “assestamento”, il venerdì siamo entrati nel clou del programma e di prima mattina biciclette sportive con pedalata assistita ci attendevano per “scorrazzare” tra le colline. Tappa per il pranzo all’azienda Terenzi con un ricco buffet accompagnato da una selezione dei loro vini e, con mia enorme gioia e gratitudine, un “buffettino” altrettanto ricco ma interamente glutenfree e senza lattosio in un angolo al riparo da pericolose contaminazioni mi era stato appositamente dedicato, .

Il rientro in albergo ci ha visti satolli e leggermente affaticati malgrado l’assistenza tecnologica alla pedalata, ma dopo una doccia rigenerante eravamo di pronti per l’interessante masterclass che aveva come focus la neonata categoria Superiore.
Da febbraio 2026 infatti è stata introdotta questa nuova menzione di Morellino che il mercato in realtà già assaggiava senza però poterla collocare con precisione dentro una gerarchia riconoscibile. Non è stata quindi inventata una tipologia, ma semplicemente si è provato a dare un nome, uno spazio ed una identità ad una fascia che già da tempo era in produzione. Vini che si collocano tra la pronta beva dell’annata e la potenzialità evolutiva della riserva.
Un passaggio che anche se può sembrare meramente tecnico e burocratico è invece importante per la storia del Morellino che da tempo cerca di confermare la propria posizione nel panorama dei sangiovese toscani.
Le tre categorie tutte a base sangiovese (minimo 85% per Annata e Superiore, e 90% per Riserva) si distinguono per rese, grado alcolico e tempi di affinamento. Il Superiore, come la Riserva, si caratterizza per rese più contenute rispetto all’Annata e per una gradazione minima richiesta del13% contro il 12,5%.
L’ Annata fa solo pochi mesi di cantina, solitamente in acciaio o cemento, e può uscire sul mercato dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Per il Superiore è previsto un affinamento più lungo, con passaggio in legno non obbligatorio (novità interessante, che lascia libertà alle aziende di personalizzare il proprio vino), e può essere immesso dal 1° gennaio del 2° anno successivo alla vendemmia (quindi troveremo vini con l’indicazione Superiore in etichetta a partire dall’annata 2024). La Riserva richiede almeno 24 mesi di maturazione, di cui minimo 12 in legno, con uscita dal 1° gennaio del 3° anno successivo alla vendemmia.
Da queste note con la quale brillantemente Alessio Durazzi, direttore del consorzio, ci ha introdotto la Masterclass è facile dedurre di quanto la nuova categoria Superiore, con più struttura e complessità, si sia agilmente inserita come elemento di continuità qualitativa che fa da ponte tra la tipologia annata, vino fresco di pronta e facile beva, e la Riserva, profonda, elegante, corposa che regge anche un discreto invecchiamento.
Varietà di tipologie che rispecchiano le diversità dei suoli della zona di produzione dove si alternano zone sabbiose capaci di esaltare freschezza ad aree argillose e calcaree e quindi più adatte a vini di maggiore struttura e longevità.
Quindi, come ha ribadito il presidente del consorzio, Bernardo Guicciardini Calamai la speranza è quella che la scelta sia percepita non come una mera sistemazione normativa di ciò che esisteva in cantina ma come un reale elemento di chiarezza per il consumatore e di valore per il prodotto “Sangiovese della costa toscana”.

Sangiovese con caratteristiche distintive impresse dal territorio, ben diverse da quelle dei Sangiovese del Chianti o della zona del Brunello. La zona di produzione del Morellino infatti è tra il Mar Tirreno, il Monte Argentario, i fiumi Ombrone e Albegna e le prime pendici del Monte Amiata e risente quindi sia del variabili altimetriche sia delle brezze marine e del caldo della Maremma che portano a vini con tannini morbidi anche da giovani, buona sapidità e sufficiente freschezza
La degustazione di alcuni vini, guidata dalla delegata ONAV della provincia di Grosseto Claudia Bizzarri, ha confermato quanto detto: tipicità e freschezza nelle annate, buona beva anche se con maggiore struttura nei superiori, alcune spigolosità nelle riserve ma forse solo perché troppo giovani.
Il secondo giorno siamo andati subito a Roccapesta, dove Alberto Tanzini ci ha accolto con una “tipica colazione maremmana” a base di salame, uova sode e pappa al pomodoro a cui abbiamo fatto onore dopo aver degustato i suoi vini e quelli recentemente acquisiti della storica azienda Sellari Franceschini fondata nel 1861, che è stata acquisita da Roccapesta nel 2021.
Ci spostiamo a Poggio Brigante, azienda a gestione familiare, dove però ci dobbiamo purtroppo congedare velocemente perché in leggero ritardo sulla tabella di marcia, ma non prima di aver assaggiato, assolutamente fuori programma, una interessantissima Ansonica che mi permetto di suggerire.
Arriviamo alla Cantina dei Vignaioli di Scansano che, nata nel 1972 conta oggi 170 soci e, grazie ai circa 700 ettari di vigneto è in grado di offrire le molteplici sfumature del Morellino dimostrando la sua versatilità.

Ma la giornata non è finita… dopo un breve passaggio defatigante alla spa della struttura che ci ospitava, l’Antico Casale di Scansano, partenza per la fattoria Le Pupille dove in un ambiente elegantissimo ci attendeva una cena all’aperto cucinata da Chef Valeria Piccini del ristorante Caino, in abbinamento ad una vasta selezione di Morellino nella versione Annata, Superiore e Riserva.
Ma prima, come aperitivo, una barlady esperta in mixology ci ha deliziato con due cocktail a base, ovviamente, di Morellino: il primo, Morellino in ficus, più leggero, fresco e beverino, a base di morellino annata, liquore strega, tequila e soda al fico, tipico pre dinner; il secondo, Morellino rubino, più forte quindi adatto ad un aperitivo accompagnato anche da stuzzichini, a base di Morellino superiore, liquore pandan, vodka e cordiale al lime.
La serata si è conclusa con danze sul prato sotto il cielo sereno e stellato, e mentre Giove e Venere erano ben visibili, Mercurio si affacciava piano piano. Ecco, il Superiore per ora è forse meno riconoscibile, proprio come Mercurio nel cielo di quella sera… ma sicuramente farà parlare di se. Ci vediamo l’anno prossimo, pedalando e degustando.