“Trebbiano, una storia universale”: un libro che sorprende2 min read

Ci voleva una sana dose di coraggio per scrivere un libro sul vitigno bianco più piantato e meno considerato d’Italia.

Giovanni Solaroli ha però fatto bene a prendere “il toro-trebbiano per le corna” e scriverne una storia che dagli inferi della frase “Tanto è Trebbiano” porta il lettore al paradiso di “Però, questo Trebbiano”.

In realtà non è che leggendo questo bel libro il vino in brix che compri al supermercato migliora, semplicemente si capisce che si può andare oltre, trovando e gustando dei trebbiano (al plurale!) che niente hanno a che fare con la piattezza volutamente ricercata di tanti bianchi a base di trebbiano e a basso prezzo che ci circondano.

Ho usato il termine “plurale” per il trebbiano perché dal libro si capisce bene che ce ne sono tanti tipi, con diversità viticole chiare che poi portano a notevoli diversità anche nel bicchiere.

Il libro è in realtà un viaggio  alla scoperta di un vitigno che tutti quelli che bevono vino dicono di conoscere ma che in realtà nessuno conosce davvero.

La sua storia (si parte da duemila anni fa) la sua diffusione, la sua diversità, la sua adattabilità ad ogni clima e ad ogni situazione enologica ne fa automaticamente un vino/vitigno da conoscere e da apprezzare.

Vi faccio alcuni esempi per farvi capire quanto può sorprendere un trebbiano.

Chi di voi ha assaggiato un buon vin santo toscano, magari invecchiato 10-15 anni, ha bevuto trebbiano.

Chi di voi ha trovato in un piatto, magari a ristorante, un goccio di aceto balsamico tradizionale ha gustato trebbiano.

Chi di voi si è sorpreso per i profumi del bianco umbro che ora va per la maggiore è stato sorpreso dei profumi di un trebbiano.

Chi di voi, infine,  ha centellinato un cognac o un armagnac ha goduto bevendo trebbiano.

Questo credo basti a capire quanto trebbiano c’è nelle nostre vite e quanto sia importante conoscerlo e riconoscerlo.

Per questo il libro di Giovanni, scritto per essere letto e non consultato grazie a una scrittura romagnol-frizzante, è quello che ci vuole per farsi un viaggio alla scoperta del vitigno, di chi lo produce, in Italia e all’estero.

Una volta tornati dal questo viaggio attorno al trebbiano potrete anche continuare a bere quello in cartone, sapendo però che vi state perdendo un mondo di possibilità che il trebbiano vi offre e che sono condensate in questo libro.

Giovanni Solaroli

Trebbiano, una storia universale

Il Ponte vecchio editore

Euro 20

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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