A San Gimignano sessanta anni di DOC1 min read

Sessanta anni fa il vino di un piccolo borgo toscano ricco di storia, enoica e non, festeggava l’ottenimento della DOC.

Oggi a San Gimignano nella Sala Dante, dove la Maesta di Lippo Memmi è sempre un balsamo per gli occhi, si sono festeggiati i sessanta anni della DOC (nel frattempo diventata DOCG) nonchè i 750 anni dalla prima volta che la storia ha parlato di Vernaccia a San Gimignano.

Il rischio delle commemorazioni, specie se con tanta storia alle spalle, è quello di rimanere incartapecorite dal peso degli anni. Oggi, grazie soprattutto al Professor Michele Antonio Fino e a Angelo Peretti questo non è successo.

L’intervento di Fino ci ha posto davanti senza tanti fronzoli ad un mondo dove la storia di un vino serve fino ad un certo punto, perché in molti paesi non è detto (anzi è vero il contrario) che la bottiglia di vino sul tavolo ci sia sempre stata, e quindi spesso il vino viene visto alla stregua di altri prodotti, cioè come una moda che va quindi rinforzata rinnovata e affiancata in ogni momento.

Angelo Peretti, partendo da una recentissima analisi Doxa commissionata dal Consorzio, ci ha fatto vedere gli spazi di manovra per chi vuole far conoscere la Vernaccia di San Gimignano in regioni importanti che non siano la Toscana.

Due interventi sicuramente interessanti che sono partiti dalla storia per poi dimenticarla, anzi modellarla al meglio per far conoscere sempre più questo bianco toscano.

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Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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