Morey-St. Denis Premier cru Les Ruchots 2013- Domaine Arlaud1 min read

l terroir di Morey-St.Denis è forse quello meno conosciuto della Côte-de-Nuits.Eppure, pur in una ridotta superficie, comprende ben 4 grand cru (più una porzione di un quinto, Bonnes Mares, condiviso con la vicina Chambolle-Musigny) e 20 Premier cru.

 

I suoi climats migliori danno vini che hanno la potenza dei vini di Gevrey-Chambertin e la finezza di quelli di Chambolle-Musigny.

 

Les Ruchots si trova a sud di Morey-St. Denis, ed è separato dai due grand cru Bonnes Mares e Clos de Tart dalla strada che conduce alla vicina Chambolle.

 

Questo climat gode di un microclima molto favorevole, trovandosi in una specie di incavo che lo protegge dai venti freddi del Nord.

 

Come suggerisce il nome (nel patois locale ruche significa roccia), il suolo di Les Ruchots è particolarmente pietroso.

 

Si trova a 260-270 m. di altitudine : ha una superficie di poco più di 2 ettari e mezzo, con esposizione Est.

 

Il Domaine Arlaud è uno dei 6-7 exploitants di questo climat. Al suo timone è oggi Hervé, con i figli Cyprien , Romain e Bertille.

 

Da una vecchia vigna (la parcella più grande è stata impiantata nel 1955, la più piccola e recente nel 1983) condotta in regime biologico dal 2004 e biodinamico dal 2009, ricavano un Morey-St. Denis Ruchots Premier Cru molto convincente.

 

Il vino del 2013, ancora giovanissimo, e appena velato da una lieve riduzione, ha frutto maturo, struttura e profondità; sul palato è ricco e succoso, lunga chiusura.

 

Davvero un’ottima bottiglia, destinata a durare a lungo e migliorare con gli anni.

 

Importato da Ceretto-Terroirs,  prezzo in enoteca di 95-100 euro

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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