Vini di Lucca biodinamica: una degustazione che ci ha sorpreso e fatto capire tante cose3 min read

C’è sempre una prima volta e così anche noi di Winesurf ci siamo avvicinati al mondo della biodinamica, inserendo nella nostra guida una degustazione, anzi due. L’abbiamo fatto con i vini di Lucca Biodinamica, un’associazione che raggruppa 16 produttori della lucchesia, non solo dedicati al vino.

Organizzare la degustazione è stato possibile grazie a Saverio Petrilli (az. Malgiacca), un caro amico che ringraziamo. La degustazione si è poi svolta nella stupenda Tenuta di Forci, un luogo bellissimo nelle verdi colline che dominano Lucca.

Saverio Petrilli

Lucca Biodinamica si ispira ai principi di Alex Podolinsky, che ha elaborato metodi pratici efficaci per l’applicazione dei principi dettati da Rudolf Steiner.

Anche se conoscevamo già  i vini di alcune cantine fare un assaggio per la nostra guida è stato completamente diverso e  ha messo un po’ in discussione i principi degustativi che abbiamo creato più di 20 anni fa.

Questo perché ci siamo trovati davanti a vini che, aldilà dall’essere più o meno buoni (di difettati ne abbiamo trovati solo 2 su 55, cioè una media inferiore alla maggioranza delle nostre degustazioni) erano vini che si ponevano, sia al naso ma soprattutto al palato in maniera diversa.

Non è facile da spiegare ma ci provo: da una parte gli aromi classici dei vitigni sono come “spostati” su gamme molto difficili da trovare in vini non biodinamici,, dall’altra al palato tanti vini mostrano un equilibrio diverso, punti di incontro tra le varie componenti che, quando toccano il palato, ti sorprendono perché lo fanno in maniera più soffice, con una potenza sempre calibrata, mai eccessiva. Qualcuno sembra leggero e invece ha una profondità incredibile, altri con acidità bassa mostrano grande freschezza: inoltre hanno degli aromi di bocca molto diversi rispetto ai vitigni che li compongono

Panorama dalla Tenuta di Forci

Ma non è finita qui: se qualcuno di noi poteva pensare che una conduzione biodinamica portasse a vini “non perfetti” dal punto di vista tecnico ha dovuto ricredersi perché, come detto sopra,  solo il 3.6% dei vini aveva problemi tecnici. Inoltre la pulizia aromatica e gustativa è stata una delle caratteristiche che più abbiamo apprezzato nei bianchi, nei rosati e nei rossi.

A proposito, con questa degustazione abbiamo infranto alcuni tabù del nostro modo di vedere il vino e quindi ne infrangiamo anche un altro, quello della pubblicazione dei risultati: infatti vi proponiamo adesso sia i risultati dei bianchi e dei rosati (nella stessa scheda) che dei rossi, senza aspettare per quest’ultimi la fine dell’estate. Lo facciamo perché proporvi solo i bianchi e i rosati ci sembrava riduttivo e anche perché i rossi degustati, di varie annate, hanno mostrato tutti una giusta maturità che non ha bisogno dei mesi estivi per essere evidenziata.

Ma veniamo ai risultati: cinque VINI TOP (due tra i bianchi due tra i rossi e uno rosato) Dimostrano le alte qualità raggiunte dai vini di questo gruppo di produttori. Lo dimostrano anche la media vini al di sopra degli 80 punti (per  noi non sono pochi, lo diciamo sempre) che si attesta al 50% per i rosati, al 55% per i rossi e ben al  69 %  per i bianchi, che alla fine sono la tipologia che è uscita meglio dalla degustazione.

Un risultato indubbiamente molto positivo e che non ci aspettavamo prima dell’assaggio.

In definitiva dobbiamo ringraziare Lucca Biodinamica per averci permesso di aggiornare le nostre idee sui vini biodinamici.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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