Velavevodetto che il Velavevodetto a Roma…2 min read

Siamo nel quartiere Prati di Roma e il ristorante di Flavio è tra i più caratteristici nella pur vasta proposta capitolina di osterie con cucina tipica.

 

L’ingresso non è di sicuro sfavillante, anzi quasi nascosto, ma l’interno è accogliente e arredato con semplicità e buon gusto. Flavio è da 10 anni lo chef  che ogni mattina arriva presto si chiude in cucina e prepara le paste, che sono tutte fatte a mano, mentre la verdura è rigorosamente di stagione, spesso proveniente dall’orto di proprietà a Cerveteri.

 

Il menu presenta tante proposte non certo dietetiche, ma di sicuro piacere.

 

Tra gli antipasti i carciofi alla giudia, l’insalata di nervetti e la porchetta, tra i primi le specialità locali sono ben rappresentate da amatriciana, gricia e carbonara.

 

I tonnarelli cacio e pepe mi dicono essere tra i migliori di Roma e quindi non potevo far finta di niente. La porzione è di quelle che va bene per pranzo, cena e pranzo di domani, ma non mi è stato possibile lasciare niente perché erano davvero buonissimi. Cremoso e abbondante il condimento di cacio e sopra grattugiata una dose perfetta di parmigiano. Il pepe è un misto di varie tipologie, com’è ovvio rigorosamente segrete, ma il risultato è ben bilanciato, saporito senza essere troppo invadente.

 

Tra i primi non prettamente tradizionali tante proposte interessanti e qualche piatto d’obbligo in tutti i menu (tipo risotto) e qualche primo di pesce. 

 

Tanti i secondi: il mio “compagno di merende”, che aveva scelto il locale ed è uno dei migliori giornalisti italiani di enogastronomia, mi ha positivamente sorpreso prendendo le polpette. Sappiamo bene che se il locale non è una garanzia sono l’ultimo piatto da ordinare.

 

Altre proposte interessanti i classicissimi coda alla vaccinara e abbacchio alla cacciatora o al forno. E ancora trippa e baccalà, solo per citare ancora piatti legati alla tradizione.

Tra i contorni ho scelto la cicoriona ripassata, giustamente amara e saporita come solo la verdura fresca può essere, mentre l’altro commensale ha preso le puntarelle in salsa di alici che facevano proprio gola, pur essendo le alici tra le poche cose che non amo.

 

Purtroppo eravamo a pranzo ed entrambi con un pomeriggio di lavoro davanti, ma se avessi seguito la gola mi sarebbe piaciuto assaggiare un numero di piatti scandaloso, molti dei quali mi sono passati sotto il naso raggiungendo altri tavoli.

 

In due, vino escluso perché ci è stato gentilmente offerto, più ovviamente acqua e caffè: 38 €.

 

Un altro locale da tenere ben presente, un ottimo riferimento su Roma.

 

 

Flavio al Velavevodetto

Via di Monte Testaccio, 97, Roma

Orari: 12:30–15, 19:30–23:30

Telefono: 06 5744194

Maddalena Mazzeschi

A 6 anni scopre di avere interesse per il vino scolando i bicchieri sul tavolo prima di lavarli. Gli anni al Consorzio del Nobile di Montepulciano le hanno dato le basi per comprendere come si fa a fare un vino buono ed uno cattivo. Nel 1991, intraprende la libera professione come esperto di marketing e pubbliche relazioni. Afferma che qualunque successo è dovuto alle sue competenze tecniche, alla memoria storica ed alle esperienze accumulate in 30 anni di lavoro. I maligni sono convinti che, nella migliore tradizione di molte affermate PR, sia tutto merito del marito! Per Winesurf si occupa anche della comunicazione affermando che si tratta di una delle sfide più difficili che abbia mai affrontato. A chi non è d’accordo domanda: “Ma hai idea di cosa voglia dire occuparsi dell’immagine di Carlo Macchi & Company?”. Come darle torto?


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  • Giovanni

    Maddalena, il “Flavio” dove hai mangiato non è nel quartiere di Testaccio … a Prati c’è il fratello minore … alla fine, dovre avrai mangiato ? Saluti.

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