Elisabetta Foradori è dal 1984, anno in cui ha preso in mano le redini della sua azienda, che sta cambiando la storia del vino trentino e, forse, anche di quello italiano.
Siamo abituati al Vino Santo con la Nosiola, vitigno autoctono prodotto soprattutto a Nord del Lago di Garda, ma questa versione secca degustata al Vinitaly ci ha affascinato.
Eccoci a parlare ancora di trentino, questa volta in rosso. Da sempre tra i rossi ci concentriamo su teroldego e marzemino, due vitigni autoctoni molto importanti in regione, tanto che il primo è anche il rosso più piantato, mentre il marzemino risulta terzo per ettari dietro al merlot. Ma queste posizione vanno inquadrate bene perché, … Continua a leggere
Nello Letrari non è più tra noi. L’uomo che ha scritto una grossa fetta della storia del vino trentino e non solo ci ha lasciato. Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona solo il luglio scorso, ma è stato un incontro che ricorderò sempre.
Quando si parla di vino Trentino oramai si parla quasi esclusivamente di uve bianche, che coprono il 72.7% della superficie vitata, mentre le rosse si attestano al 27.3%. Quindi il trentino è oramai regione da bianchi e da bollicine. Una regione che ha praticamente lo stesso numero di ettari vitati (poco più di 10.000) di 40 anni fa, ma completamente diversi in quanto alle uve piantate
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