Stampa estera. Terre de Vins, n. 76: I migliori bianchi per l’estate8 min read

Il titolo più grande di  copertina è per il “Tour des cartes”, la designazione dei 100 migliori indirizzi per bere vino in Francia. Sotto  e a fianco sono : la selezione dei migliori bianchi per la nuova stagione, un’inchiesta sul vino e le Presidenziali di Francia, la cucina del ristorante Regalade e l’incontro con Pierre Hermé, pasticciere amante del vino. Ovviamente c’è molto altro, che non è annunciato in copertina, ma  in parte forse più interessante per il lettore italiano.

Per cominciare mi limiterò ad un accenno ai temi  annunciati in copertina , soffermandomi un po’ di più sulla degustazione dei bianchi delle varie regioni del vino francese, per poi passare agli altri argomenti di questo numero, che comprende molte altre degustazioni meno estese di quella principale, che occupa, come sempre, la sezione centrale della rivista, ma non meno interessanti, tra cui una verticale dello Château Pontet-Canet.

Il dossier dedicato alle “Presidenziali”, ormai concluse , comprende due diversi articoli: il primo raccoglie alcune micro-interviste a esponenti di rilievo delle forze politiche sulle misure che intenderebbero attuare per la filiera del vino, mentre il secondo , di Yves Tesson, ricostruisce il rapporto con il mondo del vino dei Presidenti della Repubblica francese, da De Gaulle a Macron . Quanto al “Tour des cartes 2022”, TdV ha individuato le 100 migliori carte dei vini dei locali di Francia , distinte tra diverse categorie. La Regalade, a Clermont-Ferrand, è il locale  premiato per la categoria dei ristoranti tradizionali. Ad esso e alla sua cucina è dedicato l’articolo gastronomico riservato ai ristoranti  riportato nella sezione conclusiva della rivista. Ma le categorie considerate sono molte di più: dai ristoranti gastronomici a quelli di prestigio e di catene nazionali alle brasseries , bistrot e ristoranti bistronomici, ai bar à vin , e così via. L’ultimo titolo  della copertina riguarda  l’incontro con Pierre Hermé, miglior pasticciere del  mondo nel 2016 . Originario dell’Alsazia, oggi ha 53 punti di vendita in 13 paesi differenti, con un rapporto privilegiato col Giappone dove ha 15 delle sue 24 boutiques estere. Naturalmente il vino e i suoi accords è ben presente.

Pierre Hermé

Prima di passare a parlare delle degustazioni, segnalo rapidamente  l’itinerario di Charles Gutner  alla scoperta dei Coteaux-Champenois, i rari vini fermi della Champagne. Un tempo famosi, quando, nel XVI e XVII secolo contendevano le tavole dei sovrani ai vini della vicina Borgogna, hanno trovato un’occasione favorevole alla loro rinascita nelle ultime tre calde annate 2018-2019-2020. Riscoprirli permette di comprendere che gli Champagne, prima di essere dei grandi spumanti, sono dei vini non di rado eccellenti. Seguendo il modello abituale l’itinerario suggerisce sei diverse tappe di aziende da visitare e una guida  conclusiva alle informazioni pratiche su ristoranti, alberghi, cose interessanti da fare sul luogo.

Eccomi ora ai vini bianchi. Bianchi “di primavera”, più leggeri, freschi e fruttati , più adatti alla cucina che si alleggerisce rispetto a quella invernale. Sono esclusi da questa degustazione i vini affinati in barrique, perché troppo impegnativi e al di fuori di questa tipologia. Gli assaggi sono stati effettuati in condizioni molto diverse: tolti quelli del solo Languedoc, affettuati sui campioni messi a disposizione dal CIVL , il Consiglio interprofessionale dei vini di questo territorio scelti in base al tema “in riva al mare”, tutti gli altri risultano da degustazioni private fatte dagli assaggiatori di TdV presso i produttori. Lo schema di presentazione è quello consueto: una breve scheda, nella quale sono evidenziati, oltre ai dati  per l’identificazione, prezzo e punteggio della valutazione (in ventesimi: continua l’incomprensibile oscillazione con la  scala in centesimi), il tipo di conduzione agro-enologica (HVE, AB , Biodinamica), una breve descrizione e un piatto consigliato per accompagnarlo. Alcuni di essi, non più di uno per ciascuna appellation, riporta il simbolo del “coup de coeur” del comitato. Innanzitutto va registrato che i punteggi più alti raramente riguardano i vini più costosi (oltre i 35 euro), ma fasce di prezzo più basse, e in taluni casi molto basse: per es., nell’area bordolese,  il Pessac-Léognan Dame de Couhins 2019 , secondo vino dello Ch. Couhins (HVE), premiato con 17/20 e dal coup de coeur di TdV, è in vendita a soli 15 euro, ma ha fatto ancora meglio il più umile Bordeaux blanc  Chardonneret 2018 dello Chateau Peyredon-Lagravette, che ha ricevuto 17.5/20 per lo stesso prezzo.

Non è finita, perché, pur essendosi fermato a un punteggio di poco inferiore (16.5/20), l’ancor più umile Entre-Deux-Mers blanc Jade 2020 dello Ch. La Graveyres, è offerto al prezzo di soli 6 euro e mezzo. Non è l’unico a restare al di sotto dei dieci euro la bottiglia. Che dire allora, passando in area Rodano, della cuvée Création n. 8 del 2020 della Maison Meï, IGP Méditerranée, 18/20 e soli 4 euro e 90? La valutazione più alta in assoluto è stata quella ottenuta da un bianco borgognone,  il St. Véran del 2019 dello Ch. De Fuissé : 18.5/100 , proposto comunque a un prezzo non esorbitante (€ 17.50). Quanto ai vini del Languedoc, il risultato migliore è stato ottenuto da un bianco di  La Clape , il Rocaille blanc 2020 dello Ch. Capitoul (HVE): 17/20 e 12 euro. E per gli Champagnes? La Cuvée Prestige Blanc de blancs della Maison Gardet ha raggiunto i 18/20: in vendita a 45 euro la bottiglia.

Vediamo ora le degustazioni minori, le vetrine delle cosiddette “pépites” selezionate da TdV. Anche TdV, come la Revue du Vin de France, ha selezionato le sue cuvées più interessanti dei relativamente ancora poco conosciuti Pinot noir alsaziani, di tutte le fasce di prezzo. Occorrono  37 euro per il Pinot Noir d’Alsace Sundel di Léon Beyer (AB): Sundel è una vigna in pieno sole,una specie di côte-rotie nel cuore del grand cru Pfersigberg a Eguisheim, terra d’origine della famiglia Beyer dal XVI secolo. Suolo calcareo del Giurassico amato dal Pinot noir, vendange entière per il 30% alla borgognona, frutti rossi e neri e tannini setosi. Costa molto meno, 19 euro, il Pinot noir Hospices de Strasbourg 2020 del Domaine Hering (AB).

Questo domaine si trova a Barr, uno dei comuni in procinto di ottenere il riconoscimento di grand cru per i Pinot nero di Kirchberg. A 280 m. di altitudine media, con una forte pendenza, eccellente esposizione a SE/SO, la vigna ben ventilata dà un pinot nero deliziosamente profumato di lampone e ciliegia, tannini fini e bella lunghezza. La seconda vetrina è dedicata ai Pouilly-Fuissé Premier Cru. Sono otto i vini proposti da TdV, provenienti dai diversi comuni che concorrono all’AOC. La parte del leone la fa Solutré, presente con tre climats in parcellare (En Servy, Pouilly e Au Vignerais) e un quarto vino risultante da un assemblage di tre diversi terroirs, altri due provengono dal  comune più settentrionale, Vergisson (La Maréchaude e Les Crays) e gli ultimi due da Fuissé (Vers Cras e Les Mènetrières). Restano invece a bocca asciutta Pouilly e Chaintré. I Pouilly-Fuissé sono degli chardonnays solari, adatti all’ invecchiamento, complessi e dalla intensa mineralità. Di tutte le fasce di prezzo: si parte dai 20 euro (davvero basso per un premier cru di questa appellation) del Pouilly-Fuissé en Servy 2020 del Domaine dello Ch. De Vergisson, elaborato dai due giovani vignerons Stéphanie Saumaize e  Pierre Desroches, per arrivare ai 48-52 del Les Ménetrières 2020 del Domaine Ferret, un terroir che il Domaine aveva insignito dell’attributo “hors classe” precedendo di molti anni la classificazione dei premiers crus, un vino vibrante e minerale di eccellente livello. Mi limito a registrare la segnalazione del Bourgogne-Chitry, definito la perla sconosciuta da Jean-Michel Brouard, uno chardonnay su suoli kimmeridgiani a pochi chilometri da Chablis e ancora dal prezzo irrisorio. Eccomi dunque alla verticale dello Ch. Pontet-Canet, su cui riferisce Michelle Lemoine. Le annate presentate sono quelle del decennio 2010 -2019 con l’esclusione del solo millesimo 2013, più la 2020:   le stesse valutate da Olivier Poussier sul n. 656 della Revue du Vin de France. Una striscia di vini eccezionali, inclusa la sfortunatissima annata 2018, quando l’ attacco violentissimo della peronospora falcidiò i due terzi della produzione (19.5/20, lo stesso del 2017,  per un Pauillac a trazione cabernet). Ben 5 annate sulle otto restanti  hanno ottenuto il punteggio pieno, 20/20: a la 2010, la prima della certificazione Biodyvin,  2015,  a partire dalla quale lo Ch. Pontet-Canet ha deciso di privilegiare la produzione del suo grand vin, e 2016, e infine i due millesimi più recenti, 2019 e 2020. Le restanti infine,  si attestano sul punteggio comunque altissimo di  19/20.

Che altro c’è? L’incontro con Marie Lefévère, che, con l’acquisto nel 2021 dello Chteau de Villemaurine, consolida la sua posizione nella Rive Droite con 3 grands crus classés e un grand cru di Saint-Emilion e  la saga della famiglia Cattin, di origini svizzere ma da 300 anni in Alsazia,  80 ettari di vigna, di cui 67 di proprietà, nell’area di Colmar , intorno al grand cru Hatschbourg (per le grandi varietà a bacca bianca) e Steinbach (pinot noir e gris).  Poi ancora, le consuete rubriche e le notizie dell’Actu, le pagine di commento dei columnist, le divertenti vignette di Master Chat, le pagine dei formaggi  e degli spiritueux,  e infine le “coulisses” dell’attore gourmet Pierre Arditi che chiudono come sempre il fascicolo.

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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