Savigny-lès-Beaune Premier Cru La Dominode Domaine Bruno Clair 20082 min read

La  Côte-de-Beaune è conosciuta per i suoi Chardonnay almeno quanto la Côte-de-Nuits è famosa per i suoi grandi vini rossi da Pinot Noir: a parte  Chablis, tutti i grand cru bianchi (ad eccezione di una particella minuscola di Musigny) sono là.

 

Eppure anche in Côte-de-Beaune vi sono rossi memorabili, e non soltanto nell’ambito delle appellations più  note, come quelle di Pommard e Volnay. E’ veramente da provare questo gioiellino che Bruno Clair, noto vignaiolo di Marsannay, ma con interessanti enclaves nella Côte-de-Beaune,  produce a Savigny-lès-Beaune, una piccola AOC appena a Nord di Beaune: qui sono circa 350 ettari vitati, di cui una quarantina  destinati alla produzione di vini bianchi e il resto di rossi.

Generalmente i rossi di Savigny sono più delicati e meno tannici di quelli della vicina Aloxe (la collina di Corton non è lontana), ma i Premier Cru (ce ne sono 22) hanno una struttura più robusta e il necessario carattere per invecchiare bene.

Clair produce il suo Savigny nel climat La Dominode, dove possiede una vigna centenaria, piantata nel 1910, che  vinifica ed etichetta separatamente dal vino ricavato dalle uve dei ceppi più giovani.

E’ uno dei casi in cui lieux-dits e climats non coincidono perfettamente, giacché La Dominode costituisce la parte più grande del lieu-dit Les Jarrons, ma ne resta una  piccola frazione di poco meno di un ettaro e mezzo, che costituisce un climat a sé.

E’ situato nella parte  sud della denominazione, confinante con  Les Narbantons, da cui  la Bize-Leroy trae un altro formidabile Savigny.

Qui, sul versante beaunois, dominato  dal Mont Battois , si producono vini rossi  che, rispetto a quelli dei  climats del versante di Pernand-Vergelesses, hanno maggiore struttura e hanno bisogno di tempo per esprimersi, talvolta con risultati sorprendenti.

Le vigne, rivolte a est-nord est, crescono su calcari bruno-rossastri, più argillosi, ricchi di ciottoli e sabbia. Una caratteristica importante del vino di questa vigna è la sua grande continuità qualitativa, che traspare anche in annate difficili come è stata quella del 2008, esaltata da rese bassissime, degne di un grand cru.

 

Un Pinot che offre all’olfatto frutti rossi maturi (ciliegia, cassis e lampone), con note più scure di prugna e viole e un sentore di terra e humus caratteristico dei vini di questo terroir ; sul palato è intenso, con una trama  tannica molto fine e  notevolmente sapido. Oggi è forse al suo apogeo, ma  appare in grado di reggere ancora alcuni anni senza difficoltà. E’ però disponibile anche il 2009, ugualmente eccellente.

Distribuito in Italia da Sarzi-Amadé
Prezzo:  75 Euro

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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