Puer Apuliae: storia e territorio nel Nero di Troia di Rivera1 min read

Se c’è qualcuno a cui va riconosciuta una costante opera di tutela e promozione del territorio attraverso i vini della DOC Castel del Monte ed in particolare del Nero di Troia, questa è sicuramente la famiglia De Corato dell’azienda Rivera.

Un legame storico che si concretizza ancora oggi con la produzione di vini che si caratterizzano territorialmente pur senza rinunciare ad interpretazioni che li rendono attuali.

Il vitigno simbolo dell’azienda è senza dubbio il Nero di Troia, coniugato in diverse tipologie: da quello giovane e fresco che gioca sull’immediatezza a quello classico per gli amanti della tradizione, sino a questo Puer Apuliae ormai da anni biglietto da visita anche sui mercati internazionali.

Un Nero di Troia moderno con caratterizzazioni speziate che ne esaltano ancora maggiormente i tratti fruttati. In questa edizione del 2007 sembra più equilibrato nei timbri del rovere, rendendo più godibili e più nette le sensazioni legate a frutti neri, con cui solitamente questo vino si connota. Il passaggio in legno ha poi anche ulteriormente limato ed arrotondato la sua naturale spigolosità tannica rendendolo morbido e piacevole.

La buona acidità lo rende ancora fresco e vibrante e la fitta trama tannica, ancora indomita, lascia intravvedere una lunga vita.

 

Puer Apuliae 2007

Castel del Monte Doc

Az.: Rivera

tel. 0883 569510

Uvaggio: Nero di troia

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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