Pelassa: dal Roero a Torino in bicicletta per vendere il vino4 min read

L’azienda Pelassa si trova a Montà, il comune più settentrionale del Roero. La sua storia inizia negli anni Cinquanta, quando Mario Pelassa andava in bicicletta da Montà d’Alba a Torino per cercare vi vendere il vino prodotto dalla famiglia.

Ecco cosa scrive in merito ad uno dei suoi viaggi: “Giunto fin sulla collina di Superga incontrai un omaccione, grande e grosso, dallo sguardo severo ma nello stesso tempo rassicurante, mi chiese di versargli un po’ di vino, il Nebbiolo nuovo. Ricordo ancora adesso la sua espressione di stupore per quanto generoso ed elegante potesse essere un vino! Quell’uomo ci regalò la speranza di un futuro meno duro”…
Quell’uomo diventò il primo cliente torinese dei vini dei Pelassa, allora venduti in damigiana.

Nel 1960 Mario, unitamente alla moglie Maria Teresa Viglione fonda l’azienda e continua la ricerca dei clienti, questa volta in motocicletta.

Negli anni 2000 entrano in azienda i figli Davide e Daniele, il primo si occupa delle vigne –l’azienda dispone attualmente di 18 ettari di vigneti- mentre Daniele conduce la cantina e si occupa della parte commerciale. E’ con lui che abbiamo avuto la possibilità d’assaggiare un paio dei loro vini durante un mini-press tour organizzato dall’Enoteca Regionale del Roero in occasione della XVI edizione del Raduno Nazionale dei Trifulau e dei Tabui.

Attualmente la produzione annuale s’aggira attorno alle 120.000 bottiglie suddivise su una quindicina d’etichette.
I Pelassa posseggono anche vigne a Verduno, dove producono due Barolo tra cui uno ad MGA San Lorenzo di Verduno.

Ecco quant’abbiamo potuto degustare dato il poco tempo a disposizione:

I vini assaggiati sono prodotti con le uve provenienti dalle due MGA situate più a Nord del Roero, le MGA Tucci dove si trova l’Arneis e la MGA  Sterlotti dove si trova il Nebbiolo.
Trattandosi dei suoli di più recente formazione essi sono leggeri, composti prevalentemente da sabbie marine con piccole percentuali di componenti argillose e limose, tendenzialmente subalcaline per quanto riguarda la MGA Tucci.
La Sterlotti è situata leggermente più a Sud, con sabbie più profonde e con presenza di marne sabbiose.
Questo fa si che in entrambi i casi i vini che ne derivano siano più giocati sulla finezza e sull’eleganza piuttosto che sulla struttura, cosa che in effetti abbiamo ritrovato nei vini degustati.

Roero Arneis “Tucci” 2023
Prodotto con uve Arneis in purezza provenienti dalla MGA Tucci, vigneto di due ettari situato a 330 metri d’altitudine nel comune di Montà d’Alba, sistema d’allevamento a Guyot con densità d’impianto di 4.900 ceppi/ha.
La vendemmia s’effettua a metà settembre, dopo la fermentazione il vino sosta sulle fecce fini per nove mesi, parte in vasche d’acciaio e parte in anfore di terracotta, riposa quindi per circa sei mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
La produzione è stata di 6.700 bottiglie vendute in cantina a 17 euro. Color paglierino luminoso.
Bel naso, intenso, con sentori di frutta gialla matura, pesca gialla e accenni di frutta tropicale.
Succoso e di discreta, fresco, sapido, verticale, minerale, con bella vena acida, buon frutto e lunga persistenza. Bel vino.

Roero Riserva “Sterlotti” 2022
Le uve -Nebbiolo in purezza- provengono dalla MGA Starlotti posta a 340 metri d’altitudine nel comune di Montà d’Alba, il vigneto è condotto a Guyot con densità d’impianto di 4.900 ceppi/ha.
La vendemmia s’effettua ad inizio ottobre e la vinificazione, con fermentazione spontanea, s’effettua in tini di legno con una macerazione di 15 giorni, il vino viene quindi posto in botti di rovere austriaco dove sosta in affinamento per 12 mesi. Granato scarico e trasparente, unghia aranciata. Bel naso, intenso e tipico, molto elegante, bel frutto, fiori appassiti, note balsamiche.
Discretamente strutturato, sapido, tannino in equilibrio, legno ben gestito, lunga la persistenza.
Un vino dalla notevole qualità.

Roero Riserva “Sterlotti” 2019 in Magnum

Color rubino luminoso e trasparente di media intensità con riflessi color granato.
Intenso al naso, note speziate, frutta rossa fresca (sembra più giovane del precedente vino), note balsamiche, accenni di liquirizia.
Discreta la struttura, asciutto, tannino deciso ma non invadente, buona la vena acida, sentori di radici di liquirizia. Bel vino, leggermente penalizzato dal fatto d’essere stato servito troppo freddo (le sensazioni dure prevalevano).

Lorenzo Colombo

Lorenzo Colombo è degustatore ufficiale ONAV e creatore del Blog Io e il Vino.


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