Ornellaia: un amore sbocciato per sbaglio15 min read

PREMESSA & COMING OUT

Il mio primo contatto con l’Ornellaia fu per puro caso: nel 1988 stavo festeggiando il mio primo Miliardo all’Albergo Ristorante da Gigiolè a Brisighella ed ero alla ricerca di un vino che stava diventando famoso, un certo Sassicaia. L’uomo di sala, costernato, mi disse che era terminato, ma che al suo posto mi proponeva un vino della stessa zona, appena arrivato e alla sua prima annata. Se poi non mi fosse piaciuto, prosegui il signore, non me lo avrebbe addebitato. Contrariamente alla mia natura, e soffocando i miei istiniti, lo pagai. L’amore per questo vino è proseguito e parecchie annate, dopo quella prima del 1985, sono transitate dalla mia gola passando brevemente per la mia cantina. Qualche anno fa, nel gennaio 2016, esattamente cinque anni orsono, ne condivisi con alcuni amici qualche annata. Per l’occasione preparai loro qualche nota introduttiva e le risultanze dell’ assag…,ehm, della bevuta.

BOLGHERI

Bolgheri è un territorio vitivinicolo d’eccellenza e costituisce un esempio di come si possano creare fama e ricchezza nel mondo del vino pur senza avere un glorioso passato alle spalle. La doc Bolgheri è recente (1983) e la sua estensione relativamente piccola, ma la sua crescita è stata davvero imponente e rapida. Dai 200 ettari di una quindicina di anni orsono si è passati agli oltre milleduecento di oggi. In otto anni, dal 2011 al 2019 le bottiglie prodotte sono quasi raddoppiate; oggi siamo a oltre 7 milioni e la maggior parte di queste è di vino rosso anche se, bisogna ricordarlo, alla sua nascita la doc Bolgheri prevedeva solo bianco e rosato.  Oggi ci basta fare due nomi, Sassicaia ed Ornellaia per capire l’importanza che ha per il nostro paese questa area vitivinicola che, grosso modo, si estende dal confine con Bibbona fino a scendere alle spalle di Donoratico passando per il territorio comunale di Castagneto Carducci.  Un territorio dai suoli eterogenei dove la vite era sconosciuta e che però, grazie al lavoro e all’impegno di produttori, in poco tempo ha saputo attrarre cospicui investimenti, trasformando il comprensorio di Bolgheri in uno dei più appetiti per la produzione di vino. Tanti i nomi di spicco arrivati a Bolgheri: Gaja, Berlucchi, Allegrini, Banfi e Zenato. E probailmente tanti altri che non conosco.

Nel 1995 viene costituito il Consorzio di Tutela che oggi, con 60 produttori associati, rappresenta il 95% della produzione. Il disciplinare nasce nel 1983 con un decreto firmato dall’allora Presidente Sandro Pertini. Tre passaggi storici sul discilplinare vanno rammentati: 1994 Sassicaia viene riconosciuta come sottozona della Doc Bolgheri Superiore. 2011: viene introdotto l’uso libero delle tre varietà: Cabernet Suvignon, Merlot, Petit Verdot. 2013: viene introdotta la nuova doc Bolgheri superiore Sassicaia, eliminando dunque la sottozona.

ORNELLAIA: CRONISTORIA

La tenuta fu fondata nel 1981 da Lodovico Antinori, fratello di Piero, ma le sue vere radici affondano nella seconda metà del 1600 quando la nobile famiglia Della Gherardesca iniziò ad interessarsi di vino. Fu però il Conte Guido Alberto della Gherardesca vissuto tra il 1780 ed il 1854 il vero artefice del cambiamento. All’inizio del novecento due giovani sorelle contessine dell’antica famiglia dei Della Gherardesca sposano un Antinori (1932 Carlotta Della Gherardesca sposa Niccolò Antinori, genitori dell’attuale Piero Antinori, ricevendo in dote i terreni ed i casali che prenderanno il nome di Tenuta Guado al Tasso) e un Incisa della Rocchetta, e li conducono in Maremma nelle enormi proprietà terriere del casato; il Marchese Antinori, toscano e “vinattiere” professionista da 25 generazioni, il Marchese Incisa della Rocchetta, piemontese, “vinattiere” dilettante e appassionato di ippica. Sempre a Bolgheri, verso il 1942, decide di creare un suo vino. Un vino che sia totalmente diverso dai vini toscani e di eccezionale qualità. Importa a Bolgheri le barbatelle dei vitigni di Cabernet Sauvignon coltivati dai Duchi Salviati nella loro Tenuta di Migliarino Pisano. Sceglie un podere che, fin dall’Ottocento, era detto Sassicaia per tutte le pietre che era stato necessario tirar via per renderlo coltivabile. Decide l’esposizione della vigna a nord-est come nei vigneti francesi della Côte d’Or e del Medoc, e fa arrivare a Bolgheri delle botticelle, le barriques, così piccole, rispetto alle tradizionali botti toscane, da dover essere riempite a mano. Quasi una sfida al Sangiovese toscano segna la nascita del Sassicaia e del comprensorio bolgherese come luogo d’eccezione per il vino. La prima annata di Ornellaia messa in commercio fu la 1985, cui nel 1993 segui Le Volte e poi nel 1999 venne presentato anche il secondo vino (alla moda bordolese) Le Serre Nuove. La collaborazione con il famoso enologo Michel Rolland ebbe inizio nel 1991, anno in cui si piantarono le prime viti del vigneto Bellaria. Nel 1999, in animo di progettare una forte espansione, Lodovico aprì la base societaria all’ingresso di una grande famiglia del vino statunitense, Robert Mondavi. In pochi anni, (2002) complice anche la propensione di Lodovico alla dilapidazione di ingenti ricchezze, Mondavi ne divenne l’effettivo proprietario salvo poi cederne subito la metà alla storica concorrente famiglia Frescobaldi.  Questo avvenne nel 2002 e nel 2005 con l’assorbimento della Mondavi in Constellation Brand, e a seguito di divergenze sul futuro ed il posizionamento dei vini, la famiglia Frescobaldi si impose e decise di acquisire l’intero pacchetto azionario, tutt’ora nelle su mani. Nel 2006 nasce il progetto Vendemmia d’Artista, con lo scopo di favorire la creazione di opere d’arte capaci di interpretare il carattere del vino Ornellaia dell’annata. Nel 2009 a seguito della rinascita del progetto del vino bianco Poggio alle Gazze, iniziato anni prima(1981) e poi abbandonato, viene messa in commercio la prima annata prodotta, la 2008.

ORNELLAIA: LE VIGNE

I vigneti aziendali si estendono per circa 99 ettari di cui 41 nell’area della Tenuta ed i restanti 58 nell’area denominata “Bellaria”, più vicina al mare. Si possono contare circa 50 lotti caratterizzati da tre tipologie di suoli marino, alluvionale e vulcanico. Probabilmente il vigneto più famoso è quello da cui proviene il Masseto, forse il vino italiano più costoso e noto.

E’ una collina tutta a Merlot e viene suddivisa in tre fasce: Masseto Alto ricco di argille sciolte e ciottoli, Masseto Centrale con argille del pliocene e Masseto Junior contraddistinto da terreno sabbioso-argilloso.  I vigneti aziendali si estendono per circa 99 ettari di cui 41 nell’area della Tenuta ed i restanti 58 nell’area denominata “Bellaria”, più vicina al mare. Le vigne a Bellaria formano un puzzle davvero variegato visto che, piantati su terreni di varia natura geologica, possiamo trovare piante relativamente giovani di merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot a cui seguono piccole parcelle di vigneti a bacca bianca come sauvignon blanc, viogner (circa 3 ha) e petit manseng (circa 1 ha).

Partendo dalla parte più vicina alla montagna, quella più interna, per andare verso il mare troviamo la zona più ricca di ciotoli a matrice sabbiosa o argillosa e un Pliocene con lamina di calcare, fango e sabbia. Nella parte più pianeggiante prevalgono i ciottoli di forma irregolare di varie dimensioni inseriti in una matrice sabbioso-argillosa con sabbie rosse (sabbie della Val di Gori) e di origine calcarea. L’Area più vicina al mare è, a sua volta, divisa in tre sotto-aree distinte: la parte più alta è ricca di calcare con grandi pietre attribuibili alla deposizione turbolenta fluviale. La parte centrale vede suoli leggermente più spessi e meno calcarei, con ciottoli di dimensione inferiore a quelli della zona sovrastante in una matrice argillosa. La parte più vicina al mare fa prevalere degli strati con una sedimentazione più fine con ghiaia a grana grossolana. Il vigneto Masseto è piantato totalmente a merlot, grazie all’intuizione di Thcelicheff che credette subito nelle sue potenzialità, questa collina viene divisa formalmente in tre fasce: Masseto Alto (in celeste), Masseto Centrale (in giallo) e Masseto Junior (in rosa).

Masseto Alto, situato ad un’altitudine di circa 120 metri sul livello del mare, ha terreni composti da argille sciolte e sabbie ricche di ciottoli. Le uve di questa zona sono spesso le prime a essere raccolte, soprattutto nelle annate più calde. I vini che si ottengono da questa zona sono densi, piuttosto “lineari”, ma senza essere opulenti. Masseto Centrale, la parte centrale del vigneto caratterizzata da pendenze del 10%, ha la percentuale più elevata di argille plioceniche e le uve che ne derivano rappresentano l’anima del Masseto offrendo al vino potenza, concentrazione e apporto tannico.

Masseto Junior è la zona più bassa del vigneto, con terreni argilloso-sabbiosi. I suoi vini sono i più leggeri ma sono preziosi per ammorbidire la ruvidezza dei tannini degli altri vini e concorrono in modo sostanziale alla finezza del vino assemblato. Merita una notazione il progetto Vendemmia d’Artista che, prendendo il via con la vendemmia 2006, ha come scopo quello di celebrare il carattere unico di ogni nuova annata di Ornellaia attraverso la creazione di etichette esclusive che andranno a vestire una selezione limitata di bottiglie Doppio Magnum (3 litri), Imperiale (6 litri) ed un unico esemplare di Salmanazar (9 litri).

L’annata 2012, l’ultima in commercio, è stata definita “L’Incanto” e per interpretare questo carattere l’Ornellaia ha invitato l’artista svizzero John Armleder a creare un’opera d’Arte ‘site specific’ per la Tenuta ed esclusive etichette singolarmente firmate in originale che vestono 111 grandi formati di Ornellaia: 100 bottiglie doppio Magnum (3 litri), 10 bottiglie Imperiali (6 litri) e un’unica Salmanazar (9 litri) Nella tenuta l’enologo Axel Heinz vinifica separatamente tutte le singole parcelle, sia del vigneto di Bellaria che quello della Tenuta, ottenendo circa 60-65 vini base. Per il Masseto il discorso è lo stesso: ciascun serbatoio di acciaio rappresenta un determinato appezzamento del vigneto: Masseto Alto, Centrale e Junior. Il momento cruciale arriva quando tutte queste “basi” dovranno essere assemblate per comporre i vari vini con l’obiettivo di esprimere contemporaneamente la personalità del prodotto associata alle caratteristiche dell’annata.

FERMENTAZIONE E AFFINAMENTO, IN GENERALE

Fermentazione alcolica parte in tini di legno e parte in vasche di acciaio inox. Ogni parcella e ogni singola varietà sono vinificate separatamente. La macerazione si protrae per 20-25 giorni dopo la quale il vino è travasato in barriques di rovere francese (70% barriques nuove, 30% barriques di secondo passaggio) dove si conclude la fermentazione malolattica. L’affinamento in barriques delle diverse varietà e parcelle, è in totale di 18 mesi. Dopo i primi 12 mesi di affinamento, viene effettuato l’assemblaggio finale, dopodiché il vino viene reintrodotto nelle barriques per proseguire l’affinamento per ulteriori 6 mesi. All’imbottigliamento fa seguito un’ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi prima dell’immissione sul mercato.

 

ANNATA 2000

L’inverno è stato caratterizzato da temperature più miti rispetto a quelle del 1999, ma più fresche del 1998. La primavera è stata nella norma con medie temperature e giornate soleggiate. La fioritura si è conclusa a metà maggio. Per tutta l’estate, e fino al momento della vendemmia, il tempo è stato molto soleggiato, senza precipitazioni e con delle temperature ben sopra alla media ed i vigneti hanno continuato il loro sviluppo nelle migliori condizioni. La vendemmia del Merlot ha avuto inizio la prima settimana di settembre e si è protratta fino alla metà dello stesso mese. Quella del Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc ha avuto inizio verso metà settembre per

concludersi i primi giorni di ottobre. Il periodo della vendemmia si è contraddistinto per le temperature sopra la media e assenza di pioggia. TAGLIO: 65% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 5% Cabernet Franc. Quotazione: 220 euro su Tannico.

Note di assaggio:

Il colore non mostra cedimenti, è un granato cupo con lievi tonalità rubino. La parte fruttata al naso è ancora vivida, ci sono tutti i prodromi di una maturità avanzata; confettura, tabacchi, effluvi balsamici. L’assaggio è sulla stessa linea, bocca matura, tannini morbidissimi e alcolicità misurata. In lieve debito di freschezza finale.

ANNATA 2001

L’inverno 2001 è stato caratterizzato da temperature miti e precipitazioni superiori alla media. In primavera piogge frequenti e temperature medie. L’estate 2001, con temperature nella norma e rare precipitazioni, ha permesso una maturazione omogenea delle uve. Il bel tempo ha caratterizzato il periodo della vendemmia con giornate calde ed assolate e notti fresche. La vendemmia ha avuto inizio con la varietà Merlot nei primi giorni di settembre con i vigneti giovani; è stata quindi interrotta per una settimana per permettere ai tannini dei vigneti più vecchi una perfetta maturazione ed è ricominciata per concludersi a metà mese. La vendemmia del Cabernet Sauvignon è iniziata la terza settimana di settembre e si è conclusa il 5 di ottobre. TAGLIO: 65% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 5% Cabernet Franc Quotazione: 207 euro TopWine

Note di assaggio:

Rosso granato luminoso e compatto. Una bottiglia ben conservata, evidentemente, il bouquet che offre è ampio e articolato; la macchia mediterranea, Toscana più precisamente, Costa degli Etruschi per i più pignoli, frutti neri, tabacco, olive nere e accenni di concentrato di pomodoro. Un insieme travolgente. Non sembra un vino di vent’anni, all’assaggio ha molti tratti giovanili; freschezza e tannini vividi e un finale più morbido e bilanciato.

ANNATA 2002

L’andamento climatico del 2002 si può dividere nettamente in due fasi: fino al 10 agosto e dal 10 agosto in poi, vendemmia compresa. L’inizio del ciclo vegetativo è stato precoce e positivo con una fioritura e un’allegagione uniforme, nonostante l’alternarsi di periodi freddi e caldi. Dal 10 agosto, si sono susseguite piogge abbondanti. La vendemmia è iniziata il 14 settembre ed è terminata il 10 ottobre. A causa dell’estate fresca la selezione è stata molto severa e in cantina, si è imposta un’innovazione: è stato aggiunto un secondo tavolo di cernita successivo alla diraspatrice per eliminare manualmente e con estrema precisione anche le più piccole parti di raspo. L’annata 2002 fu venduta confezionanndo le singole bottiglie in piccole cassettine di legno, per compensare in parte un’annata considerata minore dal punto di vista del valore. Ne acquistai 18 bottiglie.

TAGLIO: 65% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 5% Cabernet Franc Quotazione: 239 euro su Tannico

Note di assaggio:

Nel corso degli anni, grazie alla quantità acquistata, ho avuto modo di seguirne l’evoluzione in maniera più precisa. Il colore ha avuto qualche cedimento, virando sul granato in maniera più decisa. Il reparto olfattivo mostra i caratteri dell’evoluzione; frutti neri in confettura, accenni di caffè, olive nere e in aggiunta una nota “pirazinica”, o vegetale se pare più comprensibile. In bocca l’annata “diversa” si manifesta in un tannino più duro ed in una struttura più leggera. Il vino è meno persistente delle altre annate, ma è comunque molto buono. Quotazione: 239 euro su Tannico

ANNATA 2004

Il 2004 potrebbe essere definito come un’annata da manuale. Il clima è stato caratterizzato da un inverno con piogge sufficienti con temperature mai eccessive ed una primavera soleggiata costellata di brevi temporali. Alla fioritura si è evidenziata un’alta fertilità delle gemme (date le temperature elevate dell’anno precedente). La resa potenzialmente elevata è stata mantenuta entro i limiti qualitativi desiderati da un deciso e ripetuto diradamento delle uve. L’estate è stata caratterizzata da un inizio mite con temperature moderate e un mese d’agosto soleggiato e molto caldo. Queste condizioni ideali hanno permesso uno sviluppo fisiologico omogeneo e regolare di tutte le varietà. Nel periodo di vendemmia, le piogge non hanno interrotto la maturazione delle uve, consentendo pertanto di disporre di tempo sufficiente per stabilire la data perfetta della vendemmia di ogni parcella. I primi grappoli di Merlot, provenienti dai vigneti più giovani, sono stati vendemmiati il 2 settembre, ma la maggioranza ha raggiunto la piena maturazione tra il 15 e il 25 dello stesso mese. La vendemmia del Cabernet Franc ha seguito immediatamente e quella del Cabernet Sauvignon, iniziata il 25 Settembre, si è conclusa nella prima settimana di Ottobre. Taglio 60% Cabernet Sauvignon 25% Merlot, 12% Cabernet Franc, 3% Petit Verdot

Note di assaggio:

Solito colore compatto, più sul rubino che sul granato. L’annata migliore, più aperta e complessa con profumi di spezie, frutti scuri, tabacchi, macchia etrusca (dalla costa omonima) cioccolati assortiti in un bouquet di rara finezza ed eleganza. Il vino più equilibrato senza alcun dubbio, avvolgente e morbido eppure anche fresco e reattivo. Millimetrica precisione in quanto a lunghezza e calore alcolico.

Quotazione 364 euro su Tannico

ANNATA 2005

Inverno piuttosto mite seguito da una primavera repentinamente calda e soleggiata. Giugno e luglio hanno fatto il loro dovere: caldo, sole, appena qualche pioggia, condizioni perfette perché l’invaiatura si completasse in modo omogeneo. Infine in agosto la maturazione ha continuato a svolgersi progressivamente con temperature costanti e mai superiori alle medie stagionali (32 °C). Qualche pioggia a cavallo di Ferragosto infine ha contribuito allo sviluppo ottimale del grappolo. A fine agosto le prime analisi misuravano un altissimo potenziale polifenolico, viatico per una grande annata. La vendemmia, iniziata il 30 agosto con i Merlot delle vigne più giovani, è poi stata sovente interrotta da qualche pioggia ma il vento dal mare ha asciugato velocemente i grappoli e la solerzia dei vendemmiatori ha permesso alle uve di arrivare perfette in cantina. L’11 ottobre è stato colto l’ultimo vigneto di Cabernet Sauvignon terminando una vendemmia che ci ha visti impegnati per 23 giornate di lavoro effettivo. Sono stati prodotti così 54 vini base distinti per varietà, vigneto e parcella, ognuno espressione della grande potenzialità dell’annata. Taglio 60% Cabernet Sauvignon 22% Merlot 14% Cabernet Franc 4% Petit Verdot. Quotazione 347 euro su Tannico.

Note di assaggio:

Rubino scuro e compatto notevolmente concentrato. Un classico naso “bordolese” frutti neri, accenni vegetali, spezie dolci, cioccolato, scatola di sigari, etc etc. E’ il campione in cui la freschezza e lo slancio si avvertono di più, a dispetto di una rotondità di fondo, caratteristica comune a tutte le annate, e ad una sensazione di spessore strutturale più accentuata. Vino di lunga e gioviale persistenza.

P.S.

1) Sulle quotazioni attuali: per effetto del dumping pubblicitario, il più affidabile motore di ricerca sulle quotazioni dei vini pregiati, wine-searcher, nella sua versione gratuita non offre più tutte le opzioni, ma solo il primo della lista. Inutile dirlo, la prima posizione è sponsorizzta. Ne deriva che le quotazioni non sono quelle minime reperibili.

2) Le informazioni sull’andamento delle annate sulla storia famigliare, nonchè le foto sono state redatte grazie anche a quanto reperito sul sito ufficiale dell’azienda e sulla pagina Facebook. Ringrazio.

Giovanni Solaroli

Ho iniziato ad interessarmi di vino 4 eoni fa, più per spirito di ribellione che per autentico interesse. A quei tempi, come in tutte le famiglie proletarie, anche nella nostra tavola non mancava mai il bottiglione di vino. Con il medesimo contenuto, poi ci si condiva anche l’onnipresente insalata. Ho dunque vissuto la stagione dello “spunto acetico” che in casa si spacciava per robustezza di carattere. Un ventennio fa decisi di dotarmi di una base più solida su cui appoggiare le future conoscenze, e iniziai il percorso AIS alla cui ultima tappa, quella di relatore, sono arrivato recentemente. Qualche annetto addietro ho incontrato il gruppo di Winesurf, oggi amici irrinunciabili. Ma ho anche dei “tituli”: giornalista, componente delle commissioni per la doc e docg, referente per la Guida VITAE, molto utili per i biglietti da visita. Beh, più o meno ho detto tutto e se ho dimenticato qualcosa è certamente l’effetto del vino.


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