Mixology, ovvero quando miscelare vini (e soprattutto superalcolici) non è reato, anzi3 min read

Si allarga ancora la famiglia di Winesurf! Con questo articolo inizia la sua collaborazione Barbara Amoroso, giovanissima giornalista toscana. Si occuperà soprattutto di tutto quanto ruota attorno al mondo dei superalcolici. Noi di Winesurf  le diamo un caldo benvenuto, stappando in questo caso non vino ma grappa., cognac, rhum, calvados, whisky etc.

 

Esiste una relazione tra vino e miscelazione? Si, e non è una fantasia recente frutto di un marketing ad hoc (anche se i vini blu apparsi negli ultimi due anni ci smentirebbero).

Pare che già il padre della medicina, Ippocrate, facesse incontrare le due arti macerando nel vino foglie di assenzio. Una pratica diffusa anche nell’antica Roma, dove nettari non proprio degni di vivere di “luce propria” venivano corretti con erbe, bacche e miele.

Una pratica preziosa anche per i mastri birrai: quelli che oggi percepiamo come caratteri distintivi dei grandi paesi produttori (Germania, Belgio, Inghilterra), nascono invece da necessità contigenti. Le note amarotiche della birra inglese provengono dalla maggiore quantità di luppolo utilizzata per conservare la bevanda integra lungo la navigazione verso le colonie. La dolcezza di quella belga dall’arte dei frati di coprire una cattiva qualità dell’acqua con erbe e non solo. Su quella tedesca… nulla da aggiungere: competenza e ottimi ingredienti ne fanno per me la mater fondatrice della bionda per antomasia.

Tornando all’arte della miscelazione moderna (o mixology), dobbiamo rifare un salto nel passato, precisamente nel 1806, quando su un quotidiano di Hudson (The Balance and the Columbian Repository) appare per la prima volta la parola cocktail. Due ipotesi sulla sua etimologia: dalla coda di un gallo caduta per caso in una miscela (cock tail), o dalla signorina Cochtil, soavemente conquistata attraverso un miscuglio miracoloso.

Per iniziare a parlare di mixology nel 2018, abbiamo scelto Francesco Galdi, barmanager del The Yard di Milano, proclamato bartender d’Italia dal Diageo Reserve World Class 2018, la prestigiosa competizione internazionale organizzata da Diageo Reserve (sezione luxury del brand Diageo) per celebrare tale arte.

Da dove nasce la tua passione per la mixology?

“Il mondo dell’ospitalità per me è tutto. Sono un Mixologist atipico, la mia carriera mi ha portato a essere il Food & Beverage Manager dello Yard Hotel di Milano, una struttura importante ma molto impegnativa.

A differenza di molti miei colleghi, non mi sono mai fossilizzato sul servire dietro il banco, ma abbraccio l’ospitalità a tutto tondo: l’ospite è al centro. I drinks buoni ormai si bevono in molti locali, eppure torniamo dove ci hanno fatto sentire speciali”.

Il mondo dei distillati italiani sta cercando di ‘premere’ sul connubio grappa e cocktail: come sta andando secondo te?

“Il mondo dei cocktails sta vivendo onde d’urto da qualche anno: prima il Gin, poi la Vodka, Mezcal e via dicendo. Era inevitabile l’avvicinarsi del momento della Grappa. Io consiglio solo una cosa ai miei colleghi: studiate bene i prodotti prima di usare un distillato perché va di moda. La Grappa può regalare tanto in miscelazione, ma è decisa, caratterizzante e non facile da addomesticare”.

L’estate 2018 è stata quella dello Spritz. E l’autunno?
“Chi mi conosce bene sa quanto io sia un amante dei gusti tropicali. Per me l’estate è uno stato d’animo: mia moglie e io abbiamo vissuto molti anni in paesi tropicali, sole e mare sono per noi una calamita irresistibile. Quest’autunno berrei una bella  Piña Colada, con un Rum  ricercato e succo di ananas rigorosamente estratto fresco (niente bottiglie industriali!). In questo modo, anche durante le fredde serate di fine novembre, ci sentiremo con i piedi sulla calda sabbia di spiagge tropicali.

Volendo rimanere invece sul classico, un bel Negroni, sostituendo il Gin con un buon Rum. Il motto invece potrebbe essere Stay tropical“.

Barbara Amoroso

Giovanissima  e appassionatissima di vino e soprattutto ” liquidi con qualche grado in più”. Punto di riferimento del giornale per tutto quanto riguarda il mondo dei superalcolici.


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