Degustazione Arneis 2021: annata per adesso un po’ in sordina3 min read

Da tempo mi domandavo perché girare nelle strade del Roero mi facesse sentire più giovane e alla fine ci sono arrivato. Salire e scendere per le sue colline, entrare nei ristoranti(anche semplici ma di ottimo livello), nelle cantine, mi riporta ai primi anni che giravo per la Langa, quando ancora c’era qualcosa da scoprire e tanti luoghi erano meno marcati dal grande turismo degli ultimi 20 anni.

 Il Roero infatti dal punto di vista paesaggistico non solo ha pochissima vigna rispetto a boschi, campi, seminativi , ma ha ancora un aplomb “campagnolo” che mi riporta indietro nel tempo.

 Un tempo in cui l’Arneis era visto come un vino di poco conto, e di scarso invecchiamento, fatto giusto perché c’era.

Col tempo le cose sono cambiate sia per l’Arneis che per il Roero  Rosso(di cui parleremo più avanti e che quest’anno ci ha dato grandi soddisfazioni) e ormai questo vitigno a bacca bianca è diventato, per ettari e bottiglie, il primo vino del territorio.

Che invecchi bene lo sappiamo ormai da anni e infatti quest’anno abbiamo avuto in assaggio una decina di Arneis Riserva, il modo con cui questo territorio vuol far capire le possibilità “ufficiali” di invecchiamento del vino e, per esempio, che  avere in carta a ristorante un Arneis di 5-6 anni non è perché sia un fondo di magazzino.

Ma i consumatori vanno abituati piano piano e quindi il nostro focus su questo vino, nella tre giorni in cui il Consorzio del Roero ci ha aperto le sue porte e ci ha veramente coccolato,  è stato soprattutto sull’Arneis giovane, quello del 2021.

Una vendemmia da cui, in prima battuta, ci aspettavamo di più, ma che assaggiando poi molte altre denominazioni in bianco  italiane ci siamo resi conto che in gran parte le sue caratteristiche sono simili in varie zone d’Italia: privilegia più la finezza che il corpo o la potenza e quindi i Roero 2021 sono, per adesso, vini puliti e netti dal punto di vista aromatico, senza intensi aromi che comunque  il vitigno non contempla, con una bella  freschezza  ma con corpi non certo imponenti.

Tra un anno le cose probabilmente saranno cambiate, grazie a quella possibilità di invecchiamento di cui parlavamo prima. Certo è che eravamo rimasti più sorpresi dalla vendemmia 2020 e non per niente il miglior vino della degustazione appartiene proprio a quell’anno.

Per adesso comunque il nostro giudizio è di un’annata in sordina, che potrebbe nei 2-3 anni avere in diversi vini sviluppi interessanti ma che ha anche un discreto numero di Arneis a cui il tempo non apporterà caratteristiche particolari.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


LEGGI ANCHE
Username or Email
Password
Keep me signed in