Nella settimana delle anteprime di Toscana, Chianti Lovers & Rosso Morellino si conferma un appuntamento importante per comprendere lo stato di salute di due denominazioni centrali nel panorama regionale. Alla Fortezza da Basso oltre 160 giornalisti provenienti da tutto il mondo hanno preso parte a una giornata interamente dedicata alla degustazione professionale delle nuove annate di Chianti DOCG e Morellino di Scansano DOCG. Un evento riservato esclusivamente alla stampa di settore, senza apertura al pubblico, che ha puntato su un format tecnico e concentrato: degustazioni assistite da sommelier e confronto diretto con i vertici dei consorzi.
In degustazione oltre 120 etichette complessive. Per il Consorzio Vino Chianti, presenti 56 aziende con 105 etichette di Chianti DOCG, tra Annata 2025, Superiore 2024 e Riserva 2023. Solo 27 i vini già in bottiglia, mentre la maggior parte dei campioni proveniva da botte o vasca.

Più contenuta ma significativa la presenza del Consorzio Morellino di Scansano: 13 aziende e 22 etichette complessive, con una sola referenza imbottigliata. Un quadro rappresentativo dell’evoluzione stilistica della denominazione, ma che lascia aperti interrogativi sulla reale leggibilità dei vini in fase così precoce e si unisce, purtroppo, ai pochi Chianti imbottigliati presenti.
Il messaggio che emerge con chiarezza dalla conferenza stampa è positivo: produzione in calo, qualità in crescita.
Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, ha spiegato come la vendemmia abbia chiuso intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione iniziale di 750 mila. Un ridimensionamento legato soprattutto all’andamento climatico primaverile e agli attacchi di peronospora, che hanno inciso sulle rese ma non sulla qualità finale delle uve.
Anche sul fronte commerciale il quadro apparirebbe solido: l’export continua a rappresentare tra il 65% e il 70% della produzione di Chianti, con gli Stati Uniti che, nonostante dazi e tensioni geopolitiche, registrano una flessione minima e non allarmante.

Uno dei passaggi più rilevanti dell’evento è stata l’ufficializzazione della nuova menzione “Superiore” per il Morellino di Scansano, inserita nel disciplinare e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Una scelta strategica, come ha sottolineato il presidente Bernardo Guicciardini Calamai, che punta a rafforzare identità, selezione e posizionamento della denominazione.
Rese più contenute e un’uscita sul mercato posticipata garantiranno maggiore struttura e complessità, mantenendo però freschezza e bevibilità, elementi distintivi dello stile Morellino. Nonostante una produzione ridotta a circa 75.000 quintali, la denominazione mostra segnali incoraggianti sul fronte delle vendite, in controtendenza rispetto a un contesto di mercato complesso.
L’Anteprima ha ribadito un concetto chiave per il futuro del vino toscano: la collaborazione tra consorzi come leva competitiva. Chianti e Morellino di Scansano, pur con identità diverse, dimostrano come una visione condivisa rafforzi il posizionamento complessivo della regione, rendendo più efficace la promozione e più leggibile il valore del prodotto sui mercati internazionali.
Accanto agli elementi positivi, resta una criticità strutturale che emerge con forza: la difficoltà di valutare l’evoluzione reale dei vini. La prevalenza di campioni di vasca o di botte, ormai prassi consolidata, limita la possibilità per la stampa di formulare giudizi approfonditi e prospettici, soprattutto in assenza di un confronto diretto con i vini già in commercio.
Molti degustatori hanno concentrato l’attenzione sulle poche referenze imbottigliate, tralasciando campioni ancora lontani da una definizione stilistica compiuta. Un aspetto che, nel medio periodo, potrebbe ridurre l’efficacia comunicativa dell’Anteprima, soprattutto per un pubblico internazionale sempre più orientato a valutazioni concrete e immediatamente spendibili.