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Alessandro Boncompagni Ludovisi ci ha lasciati
La notizia ci ha preso completamente di sorpresa e anche adesso stentiamo a crederci.
La notizia ci ha preso completamente di sorpresa e anche adesso stentiamo a crederci.
In questi giorni mi sembra di essere ritornato ai tempi dei modernisti e tradizionalisti in Langa, quando le due fazioni si confrontavano a suon di barrique o di botti grandi
Se, per assurdo, Marco Capitoni incontrasse se stesso ad una presentazione dei suoi (loro) vini potrebbe esserci più di un battibecco perché la sua (loro) disarmante onestà intellettuale porterebbe a situazioni complesse.
La Bonarda per me è frizzante, rotonda ma austera, profuma di frutta rossa, ha buona freschezza ma anche un discreto corpo.
Ristorante che ha nell’anima e nella cucina la sana concretezza della cucina locale, con alcuni tocchi che non possono non farvi innamorare.
Siamo di fronte a due denominazioni quasi gemelle che ormai, assieme, riescono da qualche anno a mettere un po’ in crisi le vendite di “papà Barolo” e di “mamma Barbaresco”.
L’abbiamo detto nel titolo e lo confermiamo: per il Bardolino e purtroppo per tanti vini rossi italiani la 2024 non è stata una grande annata.
Iniziamo con la Barbera d’Alba la settimana dedicata ai vini di Langa. Dopo la Barbera d’Alba vi presenteremo i risultati e i commenti relativi al langhe Nebbiolo e al Nebbiolo d’Alba, a cui seguiranno quelli sul Barbaresco 2022 e poi sul Barolo 2021.
Bocche rotonde, piacevoli, con tannini dolci e setosi ma a cui manca un po’ di freschezza sono il leit motiv dell’annata.
Un progetto realizzato senza acquistare vigneti, ma prendendo in affitto quelli ritenuti più interessanti, affacciati sul mare, poco più di 6 ettari totali distribuiti tra Acciaroli (3), Agnone (1,8) e Casalvelino (1,5), allevati a Fiano, Aglianico e Primitivo.