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A San Gimignano sessanta anni di DOC
Sessanta anni fa il vino di un piccolo borgo toscano ricco di storia, enoica e non, festeggava l’ottenimento della DOC.
Sessanta anni fa il vino di un piccolo borgo toscano ricco di storia, enoica e non, festeggava l’ottenimento della DOC.
La degustazione lunga trent’anni nacque in un momento particolare per me, per tanti altri amici e per il vino italiano, ha vari padri putativi e mi sembra giusto citarne tre: Nick Belfrage MW, Arcigola (Ora Slow Food) e naturalmente la Tenuta di Capezzana.
Una sorpresa che nasce in una denominazione “Cenerentola” dove molto spesso le uve migliori vanno nei vini più blasonati di altre denominazioni che si sovrappongono.
Un Cava che vale molto, molto più di 11 euro. Da provare!
Essendo interista sfegatato quello di oggi è l’unico 3 a 1 che mi rende felice: dopo 3 Master of Wine uomini finalmente 1 Master of Wine donna!
E’ possibile che per produrre un vino di qualità si debba per forza restringere, restringere e restringere ancora una zona di produzione, fino ad arrivare ad un definito terroir, al cru, al clos e addirittura alla sua suddivisione in filari?
Freschezza e importanza delle uve “damigelle” del sangiovese sono due punti basilari della vendemmia 2024.
Quest’anno a vincere stato Francesco Baldacci, nato nel 1992, e laureatosi nel 2016 in Viticoltura ed Enologia. Allievo di Attilio Pagli , che è stato a sua volta allievo di Gambelli, vive a Panzano e lavora a Basilica Cafaggio.
Il Blancut è un blend di malvasia e friulano sorprendente per freschezza di frutto e per un gusto fortemente sapido ed equilibrato.
La proposta del professor Michele Antonio Fino di creare una Grande Franciacorta può essere vista in vari modi.