Iniziamo la pubblicazione e i commenti sui risultati dei vini di Montalcino con i Rosso di Montalcino 2024, a cui seguiranno quelli sui Brunello 2021 e le Riserva 2020.
Parliamo a parte dei Rosso di Montalcino perché anche i produttori stessi vogliono evidenziare questa tipologia, “staccandola” dal primo vino del territorio e posizionandola come vino rosso soprattutto da bere giovane ma anche da medio invecchiamento.
Fino a qualche anno fa parlavamo delle varie strade seguite dai produttori per fare Rosso di Montalcino: Il quasi Brunello, il rosso facile ma non troppo, la via di mezzo con l’occhio puntato sempre su un corpo abbastanza importante. Oggi queste categorie non esistono ormai più e a farla da padrone è il modo in cui un produttore riesce a reagire a quel sadico il cui nome inizia per “C”: Clima.

Lo scrivo con la “C” maiuscola perché siamo di fronte al protagonista, in bene ma ormai sempre più spesso in male, del mondo del vino. A Montalcino nel 2024, lasciando da parte l’andamento della primavera e dei primi mesi dell’estate certo non proprio positivi, i primi nove giorni di settembre hanno visto cadere (non in una volta sola ma in quattro giorni) quasi 90 millimetri di pioggia. Questo in periodo di vendemmia è certamente un problema e i Rossi di Montalcino del 2024, almeno in parte, se lo sono portato dietro fino al bicchiere.
Potevo immaginare una certa leggerezza generalizzata ma quello che in diversi vini mi ha colpito di più è stata la poca intensità aromatica ma soprattutto una tannicità un po’ verde e una scarsa freschezza al palato. Capisco che a Montalcino fa caldo e quando fa caldo e piove la situazione non è certo rosea. Per questo credo che ormai, per riuscire a dare una reale diversità al Rosso di Montalcino serva staccarsi in tutto e per tutto dall’idea di farlo nascere “figlio del Brunello” e cominciare a pensarlo come “cugino del Morellino di Scansano”.

Con questa boutade cosa voglio dire? Semplicemente che in una zona con un clima che assomiglia ormai sempre più a quello delle zone dell’immediato entroterra del sud della Toscana occorre, se si vuole puntare su un rosso giovane e piacevole, accentuare la sua piacevolezza e magari anche la sua freschezza anche a scapito di un po’ di corpo. Non so come questo possa essere possibile ma credo che le vigne destinate a Rosso di Montalcino debbano essere vissute in maniera molto diversa (ancor più diversa rispetto all’oggi) da quelle dedicate a Brunello. Capisco che questo va a colpire la stessa struttura organizzativa delle cantine ma se si vuole veramente puntare su un rosso giovane magari per i giovani, non si possono seguire vecchie strade.
Poi se si riesce, come per i tre Vini Top del 2024 (il quarto è del 2023) , a mettere assieme corpo e freschezza va pure bene, ma si parla di poche bottiglie rispetto a quelle che vanno sul mercato e che dovrebbero convincere i consumatori a bere un vino giovane di Montalcino.
Non credo di avere la scienza infusa e tantomeno ricette salvifiche, lancio solo delle idee, magari sbagliate ma buone per una discussione e soprattutto nate dall’amore che ho per Montalcino.