Sfogo da vecchio: basta alle mail che pesano molto, dicono niente e soprattutto inquinano!7 min read

Oggi non parlerò di vino ma di mail: come nel vino le bottiglie pesanti, se c’è una cosa che mi fa imbufalire sono le mail inutilmente pesanti. Quelle con foto pesantissime in allegato che nessuno a chiesto (se a un giornalista serve una foto la chiede direttamente all’ufficio stampa o all’azienda)  e che arrivano a pesare 10-15 MB e qualche volte (non molte per fortuna) superano anche i 30 MB.

Cari uffici stampa, capisco che dovete fare il vostro lavoro, ma allora fatelo bene e invece di foto spedite a casaccio inserite un link dove, se uno vuole, le può scaricare. Tanto la stragrande maggioranza delle mail non vengono nemmeno aperte quindi perché consumare di più e inquinare?

Ho scritto “ consumare di più inquinare” non a caso: grazie alla nostra esperta di Intelligenza artificiale Barbara Amoroso Donatti abbiamo fatto questa domanda a varie intelligenze artificiali  

“Qual è la differenza in termini di consumo energetico e di inquinamento tra una mail di 100-200 Kb e una di 15 Mb?”

Hanno dato risposte complesse che cerchiamo di riassumere in poche righe.

La prima cosa importante da considerare e che ci sono varie forme di costi energetici:

  • ci sono  costi energetici fissi , come i router, le antenne 4G/5G, i cavi della rete e i server, che stanno sempre accesi e quindi consumano a prescindere,
  • C’è il peso della mail, che in effetti non è direttamente proporzionale al suo peso ma ci va abbastanza vicino.

Vediamo adesso cosa dicono tre intelligenze artificiali

Per Gemini in termini di sola energia elettrica, l’email pesante consuma circa 100 volte in più della mail semplice.

Esempio pratico:

Una mail da 100 KB consuma l’energia necessaria a tenere accesa una lampadina LED per circa 0,5 secondi.

Una mail da 15 MB consuma l’energia necessaria a tenere accesa la stessa lampadina LED per circa 54 secondi (quasi un minuto intero).

Se invii 100 email pesanti da 15 MB con grandi allegati, il consumo elettrico equivale a lasciare quella lampadina accesa per un’ora e mezza.

Ma c’è un altro consumo che non viene mai considerato perché “nascosto” ed è quello della conservazione nei server

Sia nel caso di mail singole che multiple, magari mettiamo da 10 MB, come sono spessissimo quelle di tanti uffici stampa: crei altrettante copie dello stesso file che rimarranno memorizzate nei server cloud dei rispettivi provider. Quei server devono restare accesi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e richiedono sistemi di raffreddamento costanti per non surriscaldarsi. Quindi oltre allinvio, è il tempo di conservazione dei file pesanti sul cloud a generare la quota maggiore del consumo elettrico accumulato negli anni.”

Passiamo a Claude ci fa un quadro ancora più chiaro prendendo in considerazione anche il consumo di CO2, che per la nostra battaglia per avere bottiglie più leggere, casca proprio a fagiolo.

Prima fa un confronto fra vari tipi di mail

Tipo di email                                     Dimensione indicativa                    CO₂ stimata per invio

Solo testo, breve                                           10–20 KB                                   ~4 g

Testo con firma e formattazione              100–200 KB                                ~4–10 g

Con allegato (foto, PDF)                1–5 MB                                     ~ 20–50 g

Allegato pesante                                      10–15 MB                                  ~50–100 g *

Questo perché, come già ci ha accennato Gemini,  il peso di una mail conta su più fronti

1. Trasmissione: più byte = più tempo sui router e più energia a ogni “salto” tra server.

2. Archiviazione:  l’email resta su disco (spesso in più copie: inbox, backup, sincronizzazione su telefono). Un messaggio da 10 MB occupa ~50–100 volte lo spazio di uno da 100 KB, e consuma energia finché non viene cancellato. (Quindi conferma quanto detto da Gemini)

3. Dispositivi: scaricare un allegato pesante tiene lo schermo acceso più a lungo e fa lavorare di più CPU e radio (4G/5G o Wi-Fi), che sono i primi responsabili dell’impronta di una singola azione.

Eccovi un bell’esempio concreto:

Immagina di mandare 100 email al giorno per un anno:

Mail spedite                                          CO₂ in un anno                                          Equivalente auto**

Tutte da 100 KB (~4 g)                ≈ 150 kg                                                       ~500 km

Tutte da 10 MB (~50 g)                           ≈ 1 800 kg                                                       ~6 000 km

Giustamente Claude consiglia di passare da allegati pesanti a link (es. WeTransfer, Google Drive) o di ridurre le immagini prima di inviarle. Questo può abbattere l’impatto di oltre il 90 % per messaggio e velocizza anche la consegna.

ChatGpt invece vede le cose in maniera leggermente diversa: il consumo è superiore ma non enormemente superiore, anche se aumenta di molto nel caso di spedizioni multiple. Se invii poche mail al giorno, la differenza ambientale tra una mail da 200 kB e una da 10 MB e da 4 a 10 volte superiore, se invece  invii centinaia o migliaia di email con allegati pesanti, il consumo complessivo diventa significativo.  ChatGpt prende atto che, per fortuna molte aziende (e non è il caso, purtroppo, di quasi tutti gli uffici stampa che ci inviano mail) preferiscono inviare un link a un file nel cloud invece di allegare lo stesso documento a migliaia di destinatari: si evita di trasferire ripetutamente grandi quantità di dati e si riduce il carico complessivo sulla rete e sui server.

In definitiva

Insomma cari “spedizionieri di mail” è l’ora di finirla con le mail inutilmente pesanti perché corredate da foto che finiranno tutte nel cestino. Questo perché oltre ad essere una spedizione inutile (se non per farsi belli con chi vi ha richiesto il comunicato stampa) è anche inquinante e consuma inutilmente energia elettrica. Ormai è notizia di tutti i giorni l’inquinamento ambientale che provocano i data center e i problemi che ci sono per costruirli in zone fortemente abitate. Questo perché I server e i sistemi di climatizzazione (HVAC) richiedono una quantità immensa di elettricità e di acqua cper raffreddarli, alimentando una domanda che spinge le emissioni globali di gas serra. 

Volete essere proprio voi a inquinare di più? Rifletteteci e magari parlatene fra voi, con messaggi e mail leggere naturalmente.

—–

*Il riferimento più citato è quello di Mike Berners-Lee: 4 g di CO₂ per un’email semplice, circa 50 g se contiene un allegato di medie dimensioni. BBC Science Focus AgainstData

**Assumendo ~120 g CO₂/km per un’auto a benzina media.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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