Quest’anno siamo tornati nei Colli Tortonesi per assaggiare Timorasso e Barbera, e nonostante la visita sia capitata nelle giornate più torride di questa torrida estate sono stati due giorni intensi e proficui. Infatti oltre all’assaggio siamo andati a visitare sia cantine per noi nuove che vecchi amici.
Tra le nuove mettiamo Vigne Marina Coppi a Castellania Coppi, dove Francesco, nipote del Campionissimo, produce ottimi Timorasso, Barbera e Favorita, tra i vecchi amici invece siamo stati ospiti del vulcanico Claudio Mariotto e del presidente del Consorzio Colli Tortonesi Paolo Repetto.
Incontri di cui parleremo in altri articoli ma che ci sono serviti (complice anche una cena con il “vulcano dei vulcani” Valter Massa) per capire l’aria che tira.
Aria estremamente positiva anche se si comincia a pensare che il grande successo di questo vino dovrà essere gestito con grande attenzione. Infatti in pochi anni (diciamo 20 ma in realtà il vero boom è dell’ultimo decennio) siamo a circa 650 ettari e nel 2027 si parla di arrivare a 3.500.000 bottiglie.

Numeri importanti per una denominazione giovanissima ma dove tutti vorrebbero un posto a tavola: molti, soprattutto produttori di Langa, questo posto l’hanno già trovato ma ormai sembra che produrre Timorasso sia un must che supera i confini regionali. Quindi da una parte la gestione non facile del successo commerciale e dall’altra alcuni problemi “intricati” come il dirimere la questione “Piccolo Derthona” e “Derthona” nel disciplinare e il fallimento della Cantina Sociale di Tortona, tengono ben svegli Paolo Repetto e i suoi consiglieri.
Ma veniamo al vino e in particolare all’annata 2024, quella attualmente in commercio (il Timorasso è infatti l’unico bianco italiano che, con scelta lungimirante, entra in commercio un anno dopo) che è veramente molto ma molto diversa, in peggio, dalla 2023. Tanto erano potenti, armonici, complessi, profumati i 2023 tanto una bella fetta di 2024 manca di queste caratteristiche. Teniamo conto che i Timorasso devono essere valutati appieno dopo almeno 3-4 anni dalla vendemmia, ma la 2024 ci ha proposto diversi vini semplici, senza grande nerbo e profondità.

Un’annata non certo trionfale ci sta e la 2024, con le sue piogge, è proprio quella da cui non ci si può aspettare miracoli, anche da un vitigno “trionfante” come il Timorasso. Naturalmente quelli buoni ci sono ma siamo veramente lontani dai grandi risultati del 2023: non per niente l’univo Vino Top è un 2023 e la media dei Timorasso che hanno raggiunto e superato gli 80 punti (per noi, lo diciamo sempre, non sono pochi) non arrivano al 50% del totale.
Un’annata “piccola”, come può capitare e come è capitato ovunque nel 2024, comunque già i 2025 assaggiati non ufficialmente parlavano tutta un’altra lingua.