Colli Tortonesi Timorasso 2024: annata difficile ma futuro roseo3 min read

Quest’anno siamo tornati nei Colli Tortonesi per assaggiare Timorasso e Barbera, e nonostante la visita sia capitata nelle giornate più torride di questa torrida estate sono stati due giorni intensi e proficui. Infatti oltre all’assaggio siamo andati a visitare sia cantine per noi nuove che vecchi amici.

Tra le nuove mettiamo Vigne Marina Coppi a Castellania Coppi, dove Francesco, nipote del Campionissimo, produce ottimi Timorasso, Barbera e Favorita, tra i vecchi amici invece siamo stati ospiti del vulcanico Claudio Mariotto e del presidente del Consorzio Colli Tortonesi Paolo Repetto.

Incontri di cui parleremo in altri articoli ma che ci sono serviti (complice anche una cena con il “vulcano dei vulcani” Valter Massa) per capire l’aria che tira.

Aria estremamente positiva anche se si comincia a pensare che il grande successo di questo vino dovrà essere gestito con grande attenzione. Infatti in pochi anni (diciamo 20 ma in realtà il vero boom è dell’ultimo decennio) siamo a circa 650 ettari e nel 2027 si parla di arrivare a 3.500.000 bottiglie.

Campagna Colli Tortonesi

Numeri importanti per una denominazione giovanissima ma dove tutti vorrebbero un posto a tavola: molti, soprattutto produttori di Langa, questo posto l’hanno già trovato ma ormai sembra che produrre Timorasso sia un must che supera i confini regionali. Quindi da una parte la gestione non facile del successo commerciale e dall’altra alcuni problemi “intricati” come il dirimere la questione “Piccolo Derthona” e “Derthona” nel disciplinare e il fallimento della Cantina Sociale di Tortona, tengono ben svegli Paolo Repetto e i suoi consiglieri.

Ma veniamo al vino e in particolare all’annata 2024, quella attualmente in commercio (il Timorasso è infatti l’unico bianco italiano che, con scelta lungimirante,  entra in commercio un anno dopo) che è veramente molto ma molto diversa, in peggio, dalla 2023. Tanto erano potenti, armonici, complessi, profumati i 2023 tanto una bella fetta di 2024 manca di queste caratteristiche. Teniamo conto che i Timorasso devono essere valutati appieno dopo almeno 3-4 anni dalla vendemmia, ma la 2024 ci ha proposto  diversi vini semplici, senza grande nerbo e profondità.

Uve timorasso

Un’annata non certo trionfale ci sta e la 2024, con le sue piogge, è proprio quella da cui non ci si può aspettare miracoli, anche da un vitigno “trionfante” come il Timorasso. Naturalmente quelli buoni ci sono ma siamo veramente lontani dai grandi risultati del 2023: non per niente l’univo Vino Top è un 2023 e la media dei Timorasso che hanno raggiunto e superato gli 80 punti (per noi, lo diciamo sempre, non sono pochi) non arrivano al 50% del totale.

Un’annata “piccola”, come può capitare e come è capitato ovunque nel 2024, comunque già i 2025 assaggiati non ufficialmente parlavano tutta un’altra lingua.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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