Guida vini. Lacrima di Morro d’Alba: poche ma buone!1 min read

Non erano certo molte le Lacrima di Morro d’Alba arrivate  e per questo il nostro giudizio non può essere “generalizzato”.

Detto questo dobbiamo dire che se tutte le Lacrima di Morro d’Alba fossero come quelle che abbiamo degustato ci troveremmo di fronte alla denominazione con la qualità più alta e la visibilità più bassa d’Italia.

I profumi della lacrima sono uno delle sue caratteristiche più importanti ma i 2025 ci hanno colpito anche per il corpo, la rotondità e la giusta e piena trama tannica. Sono vini dichiarati 100% lacrima, quindi senza l’utilizzo di una piccola percentuale di montepulciano, che di solito qualcuno usa ( o usava) per ovviare al cropo leggero (pur con tannini ruvidi) del vitigno.

Pare che nel 2025 di questo aiuto non ce ne sia stato bisogno. Addirittura in qualche caso abbiamo notato anche una certa freschezza, non certo classica in questo vino, e questo ci fa pensare che la 2025 sia stata un’amnata molto buona per la Lacrima di Morro d’Alba. Ma anche andando indietro negli anni abbiamo trovato delle lacrima che mantengono profumi primari di frutta e di spezie aggiungendovi finezze aromatiche interessanti.

Insomma, pur non avendone assaggiate molte siamo rimasti soddisfatti del risultato tanto da conferire ben 2 Vino Top, una ad un 2025 e l’altro ad un 2023.

Aldilà che ci vorrebbero sempre annate così crediamo che sia migliorata l’attenzione in vigna e in cantina per questo vitigno particolare che ormai, oltre ad essere inconfondibile da giovane, può giocare anche sul tavolo del medio invecchiamento.

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


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