Il nostro tradizionale assaggio delle Vernaccia di San Gimignano si è svolto durante Regina Ribelle, la manifestazione che ormai da qualche anno il Consorzio organizza sia per i consumatori finali che per la stampa di settore. Abbiamo potuto assaggiare con tranquillità le nuove annate e farci un quadro chiaro su questa denominazione che comunque conosco da almeno 50 anni.
Prima di parlare dei risultati occorre fare un preambolo che riguarda l’annata 2025 in generale: oramai abbiamo assaggiato quasi 1000 bianchi di quest’annata e dobbiamo ammettere che quello che si pensava e si diceva un po’ sottovoce a ottobre dello scorso anno ormai può essere comunicato ufficialmente: la vendemmia 2025, praticamente in tutta Italia è stata un’annata difficile, anche molto difficile.

In particolare a San Gimignano piogge ripetute tra aprile e maggio, caldo torrido a giugno, luglio e agosto (con medie attorno ai 29° per tutti e tre i mesi) e piogge importanti vicino alla vendemmia (tra fine agosto e la prima decade di settembre) non hanno certo aiutato i produttori, che anche quest’anno hanno dovuto lavorare in difesa.
I risultati non sono stati eccezionali ma comunque buoni perché non abbiamo sentito “deviazioni aromatiche” particolari se non alcuni vini ancora marcati da lieviti selezionati con il classico profumo di frutta tropicale che tra qualche mese sparirà. La Vernaccia non ha mai avuto nel suo corredo una grande acidità e quindi non potevamo aspettarcela quest’anno, mentre la sapidità è forse l’arma migliore della vendemmia 2025, che non mostra grandi potenze ma buoni equilibri già adesso. Ma non crediate che questo voglia dire che l’annata 2025 sia da bersi subito, al contrario crediamo che aspettare almeno sino ad agosto (meglio del 2027) sia la cosa migliore. Lo hanno dimostrato i buoni risultati delle 2024 degustate, anche queste figlie di una vendemmia non certo eclatante

Ma lo hanno dimostrato in maniera eclatante le Riserva, ottenendo risultati veramente impensabili, specie da noi che non abbiamo mai amato questa tipologia e il modo di declinarla di molti produttori. Sia nella vendemmia 2022 che 2023 e anche 2024 abbiamo trovato vini potenti ma equilibrati, dotati di nerbo e con aromi finalmente “sostenuti” e non schiacciati dal legno. Ben 4 Vino Top e quasi il 67% dei vini al di sopra degli 80 punti (in un mondo drogato dai punteggi alti per noi non sono pochi, lo ripetiamo sempre) lo stanno a dimostrare e siamo felici di constatare questo bel cambio di marcia nella tipologia, segno anche di una maggiore fiducia nelle caratteristiche del vitigno e nel suo ormai proverbiale adattamento all’invecchiamento