Arrivati al sesto giorno delle Anteprime Toscane la stampa specializzata si è trovata di fronte da una parte la galassia delle piccole denominazioni e dall’altra il grande e variegato mondo dei vini Toscana IGT.
La regione è letteralmente ricoperta da denominazioni grandi e piccole che aspirano ad una ribalta internazionale e nello stesso tempo ha un ampio paracadute tra i vini IGT. Una ricchezza e forse anche una debolezza a seconda di come vogliamo vedere il bicchiere.

In assaggio oggi alcuni dei pianeti più luminosi di questa galassia: Bianco di Pitigliano e Sovana, Chianti Rufina, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Suvereto, Val di Cornia, Terre di Casole e naturalmente un nutrito numero di Toscana IGT.
Un caleidoscopio di profumi, sapori e colori: a dominare la scena il Sangiovese in tantissime declinazioni, ma a seguire anche i suoi cugini più stretti come il Colorino e il Canaiolo, e i parenti più internazionali come Cabernet, Merlot, Pinot Nero, e Syrah.
Una ricchezza enologica tanto bella da far conoscere e comunicare quanto complessa per poter essere risolta in poche righe. Di certo la curiosità di molti giornalisti stranieri (ma anche italiani non toscani) ha impattato contro i più di 200 assaggi che si potevano fare.

Come ormai sapete non facciamo nomi e cognomi di vini: li faremo quando assaggeremo i vini per la guida in degustazione bendata, oggi però ci sembra giusto soffermarci un attimo su un vitigno che ci ha particolarmente colpito, il ciliegiolo. Ormai non è ristretto solo alla Maremma e ci sembra più che giusto perché i suoi vini giovani sono molto accattivanti al naso e paciosamente rotondi al palato. Sono vini piacevoli sia da giovanissimi che con qualche anno di maturazione. Per quanto ci riguarda, pur trovandoli buoni, preferiamo a quelli importanti e concentrati le versioni più rotonde e giovanili che mettono in mostra caratteristiche, come una tannicità assolutamente non spinta e una rotonda freschezza, molto adatte al mercato attuale.
Due parole sui vini Toscana IGT, che racchiudono di tutto, dal vino facile d’annata a pochi euro alla grande bottiglia dal costo di centinaia di euro. In questo mondo destreggiarsi non è facile, anche perché alla fine dei salmi praticamente tutti i produttori fanno un Toscana IGT. Da quest’anno abbiamo inserito questa tipologia nei nostri assaggi e, alla luce delle degustazioni di ieri, cercheremo sempre più di approfondire questo mondo, il classico grande fiume dove si possono trovare pepite d’oro di grande valore.

Alla fine stanchi ma felici, siamo stati contenti di aver avuto questa preziosa possibilità.
Tornando alle DOC degustate stiamo comunque parlando di denominazioni “minori” solo dal punto di vista mediatico ma non certo nei numeri visto che rappresentano almeno il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana.