Avevo promesso a due amiche che amano il buon vino, la costruttrice del carro della Compagnia del Carnevale di Viareggio di cui faccio parte e una sua collaboratrice, che una volta avrei fatto loro una sorpresa e mi sarei presentata (nel grande hangar dove nascono i carri che vedete nelle sfilate del Carnevale) a fine giornata con una buona bottiglia per un aperitivo. E così pochi giorni fa ho aperto il solito armadio delle meraviglie e, sapendo la loro preferenza per i vini rossi, ho optato per un Amarone della Valpolicella del 2016 di Albino Armani. Qualcuno dirà che se fai l’aperitivo con un amarone di 15° probabilmente finisci la cena con la vodka, ma questo può valere se all’aperitivo segue una cena completa con più portate abbinate a vari vini. Ognuna di noi invece dopo sarebbe andata a casa dove l’aspettava una cena leggera bevendo acqua, quindi…
Sono arrivata con la scusa di salutare e vedere a che punto era il carro e sono rimasta lì, in quel luogo magico che profuma di cartapesta e fantasia ed è un trionfo di arte e maestria, aspettando che le mie amiche smettessero di lavorare.
Quando ho detto loro di avere la bottiglia, ci siamo spostate in ufficio. Avevo portato anche qualche scaglia di parmigiano 36 mesi, qualche quadrato di cioccolato fondente e ovviamente tre calici (odio bere il vino buono nella plastica).
Loro si sono sentite coccolate, io tremavo perché non avendo una cantina temo sempre che il tempo possa avere avuto la meglio sul vino in senso negativo. Invece il vino era nel pieno della sua evoluzione e sicuramente sarebbe potuto andare ancora avanti.
Rosso rubino intenso, unghia porpora, un’esplosione al naso di frutti rossi e neri molto maturi, amarena (anche sotto spirito o sciroppata), prugna (anche marmellata o secca), che ho ritrovato in bocca. Tannino vellutato, bocca piacevole che invitava alla beva. Molto equilibrato e non dimostrava assolutamente i 15,5° in etichetta. Abbinamento buono col parmigiano, ottimo col cioccolato.
