Viré-Clessé La Verchère 2013 -Bret Brothers 20132 min read

Il Mâconnais è la parte più meridionale della Borgogna, che collega la Côte Chalonnaise al Beaujolais.

Vi si producono (quasi) solo vini bianchi, da uva Chardonnay:qui il Pinot noir cede il passo al Gamay, e i pochi vini rossi che vi si producono nell’ambito della appellation régionale Mâcon non sono certo di qualità paragonabile a  quella dei Bourgognes prodotti nelle regioni settentrionali.

 

Anche se ne è stata forse la culla, il Mâconnais generalmente  non produce neppure Chardonnay (l’antico morillon) di pari spessore: i suoi vini sono più semplici, destinati per lo più alla grande distribuzione, e li si  apprezza   soprattutto per la freschezza del frutto. Con eccezioni.

E’ molto interessante, ad esempio, il Viré-Clessé (una delle poche appellation comunali di questa parte della Borgogna, l’ultima nata, nel 1998) prodotto dai fratelli Bret, titolari del Domaine La Soufrandière a Pouilly-Vinzelles, nella loro Maison de négoce, la Bret Brothers.

Jean-Philippe e Jean-Guillaume Bret  fondarono la loro cantina (certificata biodinamica) nel 1998, dopo essere usciti dalla cooperativa di Vinzelles.

Nella loro Maison de négoce, i due fratelli vinificano invece solo uve, a coltivazione biologica, acquistate sulla pianta, di cui provvedono direttamente anche alla vendemmia,  L’AOC Viré-Clessé comprende il territorio di Viré e Clessé,  i due comuni che le danno il nome, Montbellet e Laizé, per un totale di   550 ettari.

 

Le uve del vino di cui stiamo parlando vengono dal lieu-dit La Verchère, nel territorio del comune di Montebellet, a nord di Viré.  Qui predomina il “cray”, caratteristico  suolo calcareo con ciottoli bianchi, il più adatto allo Chardonnay. Il vino ha notevole freschezza, naso intenso, con gradevoli richiami agrumati, dalle note molto fini di biancospino, acacia, caprifoglio e verbena. Sul palato è vivo e vibrante, molto secco.

 

Importato da: Ceretto-Terroirs
Prezzo in Enoteca 32-35 Euro

Guglielmo Bellelli

Nella mia prima vita (fino a pochi anni fa) sono stato professore universitario di Psicologia. Va da sé: il vino mi è sempre piaciuto, e i viaggi fatti per motivi di studio e lavoro mi hanno messo in contatto anche con mondi enologici diversi. Ora, nella mia seconda vita (mi augurerei altrettanto lunga) scrivo di vino per condividere le mie esperienze con chi ha la mia stessa passione. Confesso che il piacere sensoriale (pur grande) che provo bevendo una grande bottiglia è enormemente amplificato dalla conoscenza della storia (magari anche una leggenda) che ne spiega le origini.


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